Chi sono e cosa faccio qui
Mi presento in una mia immagine fuori dal tempo, questo ero io nel 1980 al tempo del servizio militare. Questa è un foto che mi ha perseguitato per decenni. Qui potrei anche un giorno raccontare la sua storia.
Mi chiamo Gian Luca Nicoletti (il nome all’anagrafe si scrive staccato, una perfidia che mi ha dato problemi a non finire), scrivo ma soprattutto parlo alla radio. Butto parole dentro a un microfono dal 1983 per RadioRai, dal 2005 a oggi parlo a Radio24. Ho scritto una decina di libri, scrivo su La Stampa dal 2004, mi occupo di mio figlio Tommy autistico pittore. Altre notizie su di me le trovi qui.
Qui ho deciso di sperimentare quella che per me è nuova modalità di pensare e condividere pensieri, articoli, parole. Ho lavorato e lavoro ancora con editori importanti, sono stato molto attivo e a volte precursore di attività su piattaforme digitali. L’ho fatto sempre come fosse un gioco o per curiosità di conoscere l’umanità nella fase evolutiva della mitopoiesi digitale.
Qui per la prima volta faccio un lavoro di cui sono io stesso l’editore. Lo faccio con impegno e con continuità, proprio perché sono convinto che, in realtà come questa, si sta articolando quello che verrà dopo il fatale tracollo dei media tradizionali.
Perché iscriverti?
Qui condivido quello che scrivo, penso e scopro, senza filtri editoriali. Se ti iscrivi, ogni nuovo pezzo ti arriva direttamente via mail, inoltre hai accesso anche a tutto quello che ho scritto finora nell’archivio.
Per non perderti nulla
Non ho un’uscita fissa né un algoritmo che decide cosa vedere. Chi si iscrive riceve semplicemente ogni articolo via email, appena lo pubblico. Se preferisci un’esperienza di lettura più curata e senza pubblicità, con audio e funzioni della community, puoi usare anche l’app di Substack.
Un luogo di confronto vero
Mi piace l’idea che chi legge possa anche rispondere, discutere, contraddirmi nei commenti. Chi mi segue però tenga conto che questo non è un social network, lo scopo primario di chi si iscrive è comunque leggere e ascoltare quello che pubblico
Due ragioni per sostenere il mio lavoro
Molti degli articoli e dei contributi multimediali che pubblico sono riservati agli abbonati a pagamento. Abbonarsi costa 5 euro al mese, per un anno paghi 50 euro, se vuoi contribuire in maniera speciale puoi anche arrivare a 100 euro.
Il primo motivo per cui chiedo di sostenere il mio lavoro con un abbonamento, è proprio per avere la certezza che ne valuti la dignità di essere da te seguito. lo considero il miglior modo per farmi sapere che ha senso continuare a impegnarmi in questa direzione.
La seconda ragione (accessoria e non vincolante) è che io ho deciso che i proventi del mio profilo Substack vadano direttamente a sostenere la Fondazione Cervelli Ribelli ETS (fondazionecervelliribel…, che ho creato io, per mio figlio Tommy.
Come è noto la Fondazione ha intrapreso varie attività anche per altri ragazzi “cervelli ribelli” come lui; organizziamo laboratori d’arte, sostegno alle famiglie ecc. Tutto avviene un locale da me acquistato e ristrutturato, di cui mi faccio personalmente carico della grande parte delle spese di gestione.
Non voglio farmi bello, tanto meno questo vuole indurre pietismo o moti di altruismo. Solo per chiarezza volevo specificare che, quanto qui è realizzato come revenue, viene direttamente accreditato nel conto della Fondazione Cervelli Ribelli ETS per sostenere i suoi progetti.
Qualora un giorno decidessi invece di terminare questa campagna, di iniziare quindi a versare sul mio conto personale quanto genera in denaro questo profilo, immediatamente avvertirei la comunità del cambio.


