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Il giornalismo “abbassate i microfoni” e “perché non mi risponde?”

Nuovi format da mediazione giornalistica nel “talk” televisivo che nessuno vuol ricordare che sia anche un “show”

La mediazione giornalistica televisiva oramai corre quasi sempre su nuovi imperativi categorici. Ne elenco alcuni:

1. Il “talk” che nessuno ama più ricordare che sia uno “show”, in cui una squadra di ospiti fissi e a reti unificate assomigliano a una squadra di calcio, a cui ognuno può attingere per la propria partita. Sulle maglie portano i numeri che indicano i punti di share che sono capaci a procurare. Sono selezionati in base alla loro capacità di generare rissa e rappresentare posizioni estreme.

  1. “L’abbassate i microfoni” è la frase che ancora rappresenta pallidamente il grado di mediazione di chi dovrebbe condurre lo show. Una volta aizzati i figuranti/opinionisti vengono brutalmente ammutoliti così si accentua il livello di pathos-

  2. “Il giornalista podista”. E colui che insegue un intervistato (lecitamente) disinteressato a rispondere, fino ad urlargli dietro quello che si allontana in macchina. “ma perché non mi vuole rispondere”, come se fosse un imperativo categorico rispondere a uno che ti aspetta sotto casa e ti tallona per strada con un microfono e una telecamera. Considerato che ogni cosa che dirai sarà montata e post prodotta senza che tu ne abbia controllo. Il fine è farti passare per uno che ha qualcosa da nascondere.


    Melog-Radio24

    Che giornalismo vogliamo?

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    Si parla ormai da anni di fake news e della crisi del giornalismo, meno attenzione si dà alla modalità di fare informazione in tv nei talk show con le discussioni interrotte dai microfoni "abbassati", da personaggi inseguiti e incalzati da giornalisti armati di microfono. Ne discutiamo con

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Assolutamente, procediamo.