Deborah del Mastro è una madre californiana, veterana della Marina. Un giorno qualsiasi stava facendo colazione con il marito, quando sul suo telefono è apparso un numero locale. L’uomo dall’altra parte del filo affermava che un cartello messicano della droga aveva rapito sua figlia Sarah, di 37 anni. Poi Deborah ha sentito una voce che ha reso la minaccia spaventosamente reale. “È la voce di mia figlia. Sta avendo un attacco di panico.”
Non ci si può più fidare di una voce familiare... E io ora che faccio?
Dopo il furto di voce come pratica criminosa, una voce familiare non basta più a verificare chi ci sta parlando. Varrà anche per chi vive della propria voce?




