Oggi la puntata di “Melog” alla Radio sarà dedicata al “Social egg freezing”, in sintesi è la pratica di congelare i propri ovuli in età fertile, per poi programmare una gravidanza nel periodo più opportuno. E’ ovvio che questo corrisponda spesso alla necessità di dedicarsi maggiormente al lavoro, per poi dedicarsi alla maternità nel momento in cui magari si è consolidata la propria posizione. Molte aziende offrono il social freezing come benefit alle loro dipendenti. Ho rintracciato un articolo di Wired di 12 anni fa dove si commentava la notizia che Apple e Microsoft offrissero la la crioconservazione degli ovuli alle loro dipendenti. Me lo inviò una mia amica scandalizzatissima.
Mi sono ricordato che nel 2013 anche io mi occupai di qualcosa di simile, avevo da poco terminato il mio tour in Italia sollevando le donne in una performance di piazza che avevo inventato, era un pretesto per riflettere sul loro diritto a essere “donne leggere”, senza lo stigma sociale che ne derivava.
Scrissi in quell’anno “Il libro infame” con le illustrazioni del grande Roberto Ronchi, uno zibaldone sull’universo mondo. Però ci terrei qui a proporre un estratto di quel libro, in cui allucino l’idea che l’emancipazione femminile non potrà mai essere totale fino a che la donna non si fosse liberata dalle sue “regole”. L’uomo può essere “sregolato” la donna no, questo lo vedevo come un limite alla libertà. Naturalemente mi procurai critiche e anatemi, è giusto che la reazione sia stata quella. Vorrei però far notare che non pensavo minimamente a un espediente per essere più produttive, come nel caso di cui sopra, volevo solamente immaginare un mondo in cui le donne non avessero i limiti che la natura loro impone. Sono ancora fermamente convinto che si liberereranno della gravidanza uterina come un retaggio arcaico. Non esprimo valutazioni di tipo etico, morale, religioso. Penso solo che questo accadrà, come è accaduto che siamo mutati nel corpo e nella mente, come ci siamo perduti organi e funzioni che non erano più necessari per come era cambiato il nostro sistema di vita.
Da “il libro infame”
Una grande rivoluzione, invece, sono convinto avverrà proprio in conseguenza del cambiamento radicale che sta accadendo nell’universo femminile. Saranno le donne a salvarci dagli integralismi, proprio per la loro folle dissolutezza, capace di creare dinamica e movimento, rispetto alla statica incomunicabilità dell’universo maschile. Io mi sono accanito in deleteri sollevamenti umani per provare, sulla mia malandata schiena, quanto le donne abbiano bisogno di sentirsi «donne leggere», ma ora che ne ho prese tante sulle spalle, penso che il passaggio successivo per essere veramente alleggerite dal peso della loro condizione subordinata, sia un’accelerazione del loro processo evolutivo verso l’avverarsi della più eretica delle profezie.
Penso che un retaggio femminile così primitivo, come la gestazione e il parto, scomparirà un giorno, assieme alle regole e all’antiquato bagaglio di coinvolgimento cruento della donna nelle necessità riproduttive. Il prossimo salto in avanti nella catena evolutiva sarà togliere alle donne il dovere biologico di sottostare alla regola di un’ovulazione mensile. Sicuramente avverrà, ancora una volta, grazie alla tecnologia. Allevare figli può essere anche bello e istruttivo, ma vale la pena di chiedersi perché una donna deve ancora trasformarsi in una damigiana con l’esito finale di farseli passare (oggi sempre meno, per la pratica diffusa del cesareo) per un pertugio stretto con sangue e dolore. Perché possa (forse) un giorno diventare madre, ogni donna è costretta a sanguinare una settimana al mese, per almeno quaranta-cinquanta anni di vita… Ci saranno sistemi più razionali per soddisfare l’esperienza della maternità o assicurarsi la discendenza.
Le donne sono ancora troppo rassegnate di dover vivere sottomesse al proprio sesso. Ho veduto alcune avanguardie femministe sfilare con abiti imbrattati di tinta rossa, a simulare sangue mestruale. È una comprensibile ribellione alla censura che le vorrebbe sigillate, impacchettate, anestetizzate affinché nulla trapeli all’esterno a segnalare la loro mensile sanguinazione. L’orgoglio delle mestruate è però ancora una fase intermedia (forse anche passatista) dell’affrancamento femminile dalle proprie specifiche «regole». La donna veramente leggera dovrebbe essere «sregolata»; anche il mestruo, come ogni fenomeno che riteniamo naturale, è passibile di evoluzione o mutazione.
(da: “Il Libro Infame. Memorie dal tempo a castello “ di Gianluca Nicoletti e illustrato d Roberto Ronchi : ed Tunuè 2013)



La vita ideale è single e senza figli senza congelare niente 🤭