Esiste una disciplina che si occupa dello studio e l’applicazione di succedanei artificiali e interattivi degli organi sessuali. Lessi per la prima volta il termine “teledildonica” nel 1994. Haward Rheingold dedica un capitolo alla tecnologia per il sesso nel suo monumentale saggio “La realtà virtuale, i mondi artificiali generati dal computer e il loro potere di trasformare la realtà”. Si consideri che l’originale fu pubblicato negli Stati Uniti nel 1991, edito in Italia da Baskerville nel 1993. Fu una delle case editrici che per prima aprì nel nostro Paese uno spiraglio verso il mondo che stava mutando. Lo stesso editore pubblicò anche il mitologico “Brainframes” di Derrik de Kerckhove e “Oltre il senso del luogo” Di Joshua Meyrowitz. Tre opere che non cito a caso, furono tra le pietre miliari su cui costruii il mio attuale sistema di valutazione della contemporaneità.
Tutti tre autori che ho citato riuscirono ad azzeccare molte profezie sulla società attuale, lo fecero prima ancora che il web fosse accessibile a chiunque, prima che esistesse lo smartphone, ancor più anni luce prima che inventassero i social network, o le piattaforme come whatsapp. In assoluto prima che l’intelligenza artificiale generativa potesse diventare un gadget alla portata di chiunque.




