Il vero eroe dei saccheggi urbani è il maranzino di 11 anni. Se lo stanno contendendo tv e giornali. Le Iene sono state a casa sua, sono entrate persino nell’armadio della cameretta, da cui la madre ha sciorinato il guardaroba, per dimostrare che non era costituito da bottino di saccheggio. Il padre ha chiesto dall’uscio se i giornalisti fossero poliziotti poi li ha fatti entrare.
Ne hanno però fatto tutti un personaggio importante, dai tg ai quotidiani, anche solo con la scusa di farne un piagnisteo socio psicologico sull’emarginazione e l’isolamento delle famiglie di immigrati. Intanto l’hanno passato allo scanner e di lui sappiamo tutto, abbiamo visto il quartiere, abbiamo visto la casa e i genitori, abbiamo visto i vicini di casa. Abbiamo visto lui, anche se ora gli camuffano la faccia, la sua faccia la conoscevamo tutti.
Il maranzino nasce in Pasolini prima di nascere
Abbiamo visto che il maranzino ha gli occhi azzurri, come l’Alì di cui scrisse Pasolini in “Profezia” “Alì dagli Occhi Azzurri uno dei tanti figli di figli, scenderà da Algeri, su navi a vela e a remi. Saranno con lui migliaia di uomini coi corpicini e gli occhi di poveri cani dei padri.” Pensate il maranzino può vantasi di essere stato celebrato Pasolini già dal 1964, che a sua volta citava una storia raccontata da Jean Paul Sartre ancora prima.
Su Alì dagli occhi azzurri fu persino fatto un film una quindicina di anni fa. La locandina con il protagonista Nader sembra l’immagine del maranzino vista ovunque. Nemmeno a farlo apposta quel ragazzino sembrava costruito ad arte per farne un brand. Si può dire che il maranzino esisteva nell’immaginario già anni prima che nascesse.
anno 2012. Nader Saharan in “Alì ha gli occhi azzurri”
Sembra che gli italiani si siano di colpo dimenticati delle baby gang, di decenni di delitti nostrani compiuti da minorenne, delle ragazzine di Chiavenna assassine di una suora, di Erika e Omar. Fino ai teppistelli bene romani che giravano di notte con la minicar, alle crudeltà, agli atti bullismo, ai tanti reati in cui sono da sempre coinvolti minorenni nostri figli. Soprattutto ci siamo dimenticati che uso faccia la malavita organizzata di bambini nelle aree in cui fa da padrona.
Il maranzino è un nostro format nazionale
Non voglio fare i soliti paragoni, però ci terrei a ricordare che il bambino che delinque è un nostro format, ci abbiamo costruito decenni di cronache picaresche e ora arriva il maranzino e si prende il carico di tutto il passato e la gloria del presente.
Il maranzino fa comodo a tutti diciamolo, diventa il simbolo dell’infanzia border line, assolve intere regioni dal chiudere gli occhi sui baby camorristi-mafiosetti-ndranghetari. Bambini che spacciano, fanno le vedette, trasportano armi.
Nel film “Gomorra” di Matteo Garrone, durante uno sversamento abusivo di rifiuti tossici in una cava di tufo, alcuni autisti regolari dei camion si rifiutano di proseguire perché si rendono conto della pericolosità dei fusti che stanno trasportando. Per non bloccare i lavori, lo smaltitore camorrista Franco (Toni servillo) recluta dei bambini e li mette alla guida dei pesanti autocompattatori. Sotto la sua direzione, i bambini guidano i camion all'interno della cava come se fosse un gioco, mettendo a grave rischio la propria incolumità Altro che rubare accessori di lusso, passando da una vetrina spaccata dagli amici più grandi.
Convengo che il maranzino non sia certo un candidato al premio bontà della sua parrocchia, però davvero lo abbiamo tutti azzannato, era il boccone più prelibato della scorpacciata di sdegno della gente perbene, per cui abbiamo imbandito la tavola e servito le vivande.
E allora i bambini del bosco?
Visto che bello spunto vi ho dato per far partire una nuova fase della spremitura del maranzino? Ora può partire la campagna cultural-compassionevole-buonista-redentrice. Che altro si potrà tirare fuori dal maranzino? Già qualcuno prende di nuovo la palla al balzo per riposizionare lo sdegno e attacca ferocemente chi protesta per la “Carta di Treviso” dimenticata, opponendo al massacro mediatico del maranzino quanto è stato scritto e rappresentato sui “I bambini della famiglia del bosco”.
Mi scoppia la testa giuro. Ho perso l’orientamento ideologico delle fazioni in campo. Il pensiero “forte” sarebbe che invece dei bambini del bosco si poteva dare ogni indicazione che li identificasse, per attaccare il concetto della famiglia unita e coprire i giudici, il maranzino invece rientrerebbe nel perimetro protettivo del politicamente corretto perché straniero e magari mussulmano. Già ma anche la famiglia del bosco è composta da stranieri e pare che adorassero le ninfe degli alberi, o roba simile.
Date retta a me, non fatevi confondere: il maranzino può ancora tenere la prima pagina fino a domenica. Riprendete da dove avevate lasciato. Magari partite da Pasolini che funziona sempre.





