Ho scritto di Polifemo come figlio disabile di Poseidone. Aggiungo questo mio pezzo del 2024, così è chiaro a tutti che il punto di vista non è oggettivo ma fortemente condizionato. Basta saperlo.
Perché sente il bisogno (o il dovere) di giustificarsi, teme più di offendere il regista o magari di passare per censore? Ognuno di noi ha un punto di vista che è necessariamente soggettivo; pensi da quanti decenni una può non riuscire a leggere Lolita per ‘motivi soggettivi’, ovvero condivisibili da molte. Siamo umani, nulla di ciò che è umano ci è estraneo. Eppure ci può ferire, e ci ferisce.
Le ho risposto per nulla piccato e non ho chiuso alcun commento. Mi ha già attribuito paura, timore reverenziale e non so cosa altro. Continui pure se le fa piacere ma alimentare polemiche sul nulla non è esattamente lo scopo per cui qui scrivo.
Perché sente il bisogno (o il dovere) di giustificarsi, teme più di offendere il regista o magari di passare per censore? Ognuno di noi ha un punto di vista che è necessariamente soggettivo; pensi da quanti decenni una può non riuscire a leggere Lolita per ‘motivi soggettivi’, ovvero condivisibili da molte. Siamo umani, nulla di ciò che è umano ci è estraneo. Eppure ci può ferire, e ci ferisce.
Non sento il bisogno, tanto meno il dovere. Premetto che la mia è una visione condizionata e non oggettiva. Si chiama lealtà verso chi legge.
Capisco. Rispondere con tono piccato e poi chiudere i commenti sono in effetti risposte eloquenti di per sé. Si chiama paura. Saluti.
Le ho risposto per nulla piccato e non ho chiuso alcun commento. Mi ha già attribuito paura, timore reverenziale e non so cosa altro. Continui pure se le fa piacere ma alimentare polemiche sul nulla non è esattamente lo scopo per cui qui scrivo.
Continui pure. Nessuno la infastidirà.