Gianluca Nicoletti

Gianluca Nicoletti

Il libro resuscitato

CAPITOLO XIV-L’onere di civilizzarsi

Paradossalmente sto vivendo un momento storico in cui quello che io ero sarebbe stato perfettamente a suo agio, quello che io son diventato fa di me più che mai un pesce fuor d’acqua.

ott 31, 2026
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Cosa significa essere civilizzati? Non ci si pone di solito questa domanda se non quando comincia a salire il dubbio sull’opportunità di rinunciare a qualcosa del proprio bagaglio di civiltà. Io sono uscito dall’adolescenza con l’idea che la civilizzazione facesse parte dei processi della fatale involuzione dell’essere umano. Erano gli anni in cui pensavo a una realtà invisibile e parallela a quella che storicamente l’umanità ha descritto come il suo habitat. Un po’ era frutto di una mia particolare tendenza all’astrazione e all’ascolto delle sensazioni più che alla ricerca delle verifiche di certezza. Da quando poi mi è stata diagnosticata una neurodiversità, questo molto mi ha spiegato della mia tendenza all’inconcreto, ma non è tutto, questo mio pensare astratto mi ha allevato nell’idea che avessi tutto dentro e non mi servisse cercare altro fuori da me. Penso che morirò senza aver visto quasi nulla del mondo. Mi dispiace ma nemmeno tanto.

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