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Posta del cuore di Marie Claire di Luglio 2010

Come l’ accanimento per gli  amori sbrindellati si trasmette fatalmente dai genitori ai figli, ancor peggio che la miopia congenita.

Guzzetta  Piervittoria ebbe un unico grande amore nella vita, il Valocchia Giacomo. Però finita la guerra lui  partì per il Paraguay a cercar lavoro. Le promise che sarebbe tornato e lei per qualche anno l’ aspettò, accontentandosi di lettere e palpiti mentali: “Alla fine mi sono sposata con quell’ Antonicelli Emidio che faceva il barbiere. Era una persona gentile e aveva un buon odorino di Floid addosso. Ci ho fatto pure una figlia con lui, appena poco prima che si incapricciasse della sua lavorante molto più giovane di me e sparisse.”

Così Piervittoria arrivò a diventare una vecchia acida, madre soffocante e arcigna di Dianella, che crebbe schiacciata dal rimorso ed eterno rimpianto di sua madre per il grande amore emigrato. C’è da dire che il Valocchia Giacomo per tutti quegli anni non era proprio sparito, ogni anno per le feste natalizie tornava a trovarla, si portava dietro  moglie e figli, poi anche i nipoti. Si era arricchito e  gli piaceva tener vivo in tal modo quell’ ultimo brandello dei suoi giovanili ardori.

Dianella oramai quarantenne era abbastanza provata da una serie di fallimenti sentimentali: “Ho avuto altre varie storie con uomini di ogni tipo, anche qualche donna, ma ne sono sempre uscita distrutta.” A quei pranzi di Natale però non volle mai partecipare, sapeva che i palliativi amorosi di sua madre erano alla radice di molti dei problemucci che si portava dietro da una vita.

Solo quest’ultimo anno cede. Eccola davanti al tacchino che suona  “Silent  Night” al pianoforte. In  quella famiglia allargata l’ascolta rapito Valocchia Piergiuseppe, figlio di Gicomo, che è triste e appena divorziato. Il Capodanno lo passarono a letto assieme. Lui ripartì con gli altri dopo la Befana, ma con la promessa che tornerà a prenderla. Dianella lo incontra ogni notte su Skype e spera.

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Caro Gianluca,

qualche settimana fa ho aiutato un caro amico a sistemare abiti e ricordi di sua moglie (altrettanto amica) morta in poche settimane per una leucemia fulminante a soli 40 anni. Il momento non era certo facile. Prova a immaginare… Ma la situazione è precipitata quando Luigi (il mio amico) ha aperto un cassetto. E ha scoperto il mondo parallelo di sua moglie. Un cellulare, lettere d’amore, scontrini, un anello… E ha cominciato a leggere. Ero-era senza parole. E tutt’ora lo sono. Che dire di una donna che lui aveva amato tantissimo e da cui pensava essere corrisposto, che aveva vissuto per anni una vita parallela con un altro uomo che pareva altrettanto intensa? Come è possibile? Perché qui non si tratta di fedeltà… Libera’69

Cosa ti meraviglia…Che la morta fosse infedele? Capita di morire a 40 anni di una brutta malattia, anche nel castigato rigore della più specchiata virtù. Forse si sarebbe pentita se avesse avuto il tempo di farlo, oppure avrebbe potuto continuare il solluchero binario fino alla vecchiaia e chi lo sa…. E’ certa una cosa, la moglie del tuo amico aveva in mente un’epopea  postuma che l’ avrebbe resa degna Emma Bovary, che lasciò materiale simile nella sua scrivania di palissandro.

Avrai pensato le cose peggiori di lei, ma credimi la signora sognatrice e collezionista di lussuriosi cimeli merita rispetto per come, in un colpo solo, sia riuscita a far polpette dei due uomini. Immagini veramente che quelle trappole a frammentazione prestabilita fossero restate in quel cassetto solo per fatalità? Ma dai…. Per quanto la leucemia potesse essere fulminante la signora avrebbe avuto modo e maniera di far sparire tutto e lasciare ai posteri il suo più virtuoso ricordo e rimpianto.

E invece no, ha voluto che restassero indizi sulla sua duplice intensità amorosa.  La bomba a orologeria che ha ben riposto nel tiretto ne ha sterminati due: ferito a morte dal  rovello il vedovo e dall’ imbarazzo l’ amante. Vedrai che presto avrai notizie anche di nuove vittime nell’indotto familiare, o tra chi hai visto ai funerali.

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Area protetta

Prima ho avuto il feticista dei piedi, poi il fissato con i travestimenti, e ora nessuno. In compenso un deficiente mi sta intasando il telefonino di mms porno. Cosa sbaglio, esattamente? Anita

Hai sbagliato certamente pedicure. Non sarà s il tuo forte la scelta della lingerie fantasiosa, il cyber esibizionista che stai coltivando non ti porterà oltre il possesso di una sterminata gallery del suo attributo virile digitalizzato.  Ti interroghi in cosa tu possa sbagliare perché, secondo me nella tua sommersa impudicizia, senti di poter meritare di più che qualche goffo emulatore di porno casalingheria. E’ robina che trovi a bizzeffe in ogni sito web per single porcelli in cerca di complicità domestiche.

Abbi coraggio di fare il salto di qualità che rese immortale Moana Pozzi, anche se ci vuoi arrivare per gradi, per lo meno elimina i tempi morti che dedichi ai dilettanti dell’ eros estremo.

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