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Posta del cuore di Marie Claire Agosto 2010

Lettera:

Caro Nicoletti, le sarei grata se potesse indicarmi come individuare, prima che sia troppo tardi, un Uomo Puntiforme. E quindi evitare anche solo di parlare con lui. L’uomo puntiforme è quello che esce con te e ti guarda come la migliore donna sulla terra e ti dice cose incredibili con evidente sincerità, e poi con sincerità, ancora più evidente, si dà, sparisce dalla circolazione e dal campo del telefono, e chi s’è visto s’è visto. E tu resti lì. Come un’idiota a cui dev’essere sfuggito qualcosa di grosso. L’hai sedotto e lui poi ti ha abbandonato. l’Uomo Puntiforme se lo conosci lo eviti. Ma come fare a smascherarlo? Aida

E quando l’ hai smascherato che fai? Gli pianti una scenata preventiva dicendogli che sai già che coglierà il fiore del tuo desiderio e poi sparirà? Non pensarci nemmeno, cadrebbe dalle nuvole credimi, non c’è nessun comportamento equivoco in quel tipo di maschio fugace. Forse dubiti ancora che gli uomini possano essere sinceri quando affermano convinti che una donna sia al centro del loro universo emotivo? A un uomo spesso basta ascoltare le proprie parole per convincersi che siano vere. E’ chiaro che poi quando la femmina ispiratrice esce da quel ruolo incantato e vorrebbe solidità l’ incanto è finito. Devi fartene una ragione, il tuo “Puntifome” è il classico accompagnatore a tempo determinato, solo per questo ogni volta che svanisce hai l’ impressione di aver perduto qualcosa di grosso. Spesso è proprio il maschio “a progetto”  a lasciarti quella smania addosso che, se si potesse ammetterlo, bisognerebbe chiamare nostalgia. Meglio assai un precario dell’ amore del più diffuso chiacchierone inconcludente o dello squartatore professionista. Per chi sceglie la mobilità, la passione non è un vitalizio tutelabile per contratto. Per questo la scadenza del rapporto non richiede preavviso, soprattutto perché non si farà mai parte della stessa azienda. Si condividono brandelli di esistenza, ci si fa compagnia per un po’, si esce si cena si vacanzeggia e sesseggia, ma poi il puntiforme mette il punto!

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Area protetta

Sono una ragazza di 19 anni, sono iscritta al primo anno di università: ho trovato nuovi amici simpaticissimi con cui uscire, gli esami li ho passati tutti con voti accettabili. Ho solo un problema: sono vergine. Io non me ne faccio una colpa, ma le mie amiche mi chiedono il perché e il per come e io oltre a rispondere che “non ho ancora trovato la persona giusta” non so più cosa dire. Tu credi che dovrei preoccuparmi? Loro mi dicono che sono “anormale” e che potrei essere lesbica. Io ho le idee così confuse ora…

Paola

Dove hai copiato questa letterina? Dalle raccolte delle riviste femminili degli anni 50 di tua bisnonna? Forse sei solo un po’ fuori standard estetico. Ammesso che ti pesi essere ancora inesplorata, ti consiglierei di gettare lo sguardo oltre i tuoi simpaticissimi amici, sono appena accettabili come i tuoi voti, ma per fare lo  “sporco lavoro” di solito ci si rivolge ai fuori corso .

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“Oh quanto ci raccontò della perfida nonna il suo segreto armamentario amoroso…”

Braccaceschi Fiorenza era lo spauracchio delle sue quattro nipoti. La sua spietatezza nel mortificarle, creava problemi anche alle rispettive famiglie, compagni figli. Nonna Fiorenza fino alla gloriosa età di ottantasette anni era lucida e attiva. Si alternava nelle varie residenze che possedeva  in città, al mare, in campagna, perché tra l’ altro era anche ricca. La figlia Marianna ne parla con rispetto, ma acredine: “E’ sempre stata così anche con me e mia sorella, ci siamo sentite sempre disprezzate, sempre ostacolate in ogni nostra scelta.” Sia lei che la sorella riuscirono comunque a trovare uomini che le sposassero strappandole a quel velenoso abbraccio. Fiorenza un giorno se ne andò al Creatore, schiumando fino all’ultimo verso figlie e nipoti. Le avrebbe comunque lasciate  benestanti, ma loro non riuscivano a considerare una fortuna quell’ eredità che  sentivano maledetta. Fu Marianna che fece la scoperta, in un armadio della casa di Fregene, dove la nonna stava gran parte del suo tempo quando era più giovane. Sembravano solo cinture, impregnate di quel suo odioso profumo di fiori vecchi. Invece quei finimenti di cuoio un po’ consunto erano l’ imbracatura del modello vintage di uno strap-one, frutto dell’ artigianato segreto di fidati sellai e falegnami. Un armamentario completo di sollazzatore femminile venne alla luce pezzo dopo pezzo. Tutte le discendenti bistrattate furono chiamate ad assistere all’ ultima ostensione di ciò che stava all’ origine dell’ odio della nonna per le donne di famiglia. La passione per le femmine era da lei praticata in clandestinità maledetta, dopo un matrimonio imposto e una progenie mai accettata. L’antico ordigno fu gettato nel cassonetto, i vestiti vecchi invece li prese la Caritas.

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