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IO MACCHINA DEL SENNO PERDUTO

Orlando-Gianluca di Salvo Scafiti

Orlando-Gianluca di Salvo Scafiti

Salvo Scafiti , già autore  delle opere di “Macchine e carne”, mi ha raffigurato nella duplice natura del Paladino Orlando nell’ istante in cui perde il senno. L’ opera è ispirata al teatro siciliano dei pupi che impregna il dna dell’ artista, che con questa tela è passato dalle macchine carnali, nella loro fase di grigi embrioni, al post transito verso la policroma risalita della carne macchinizzata, nell’ istante dell’ ebrezza che in lei provoca la tecnologica contaminazione.

Corpo-Motore

In questa opera, che mi raffigura  duplice, a me piace molto l’ idea del demone speculare che ci portiamo sempre addosso come appendice oscura. E’ sufficiente basculare sull’ asse del nostro instabile equilibrio emotivo e subito questi ci sopraffà. Penso che solo gli assennati rischino di basculare verso il basso, chi il senno lo perde ha sempre il sopravvento su ogni oscura attrazione. Nessuno più del folle sa esser immune dal senso di colpa preventivo che è peggiore da sopportare di qualunque felice rimorso. Son grato a Salvo dunque perchè mi ha già trasformato, ancor vivo, in macchina produttrice di dissennatezza.

Nulla potevo sperar di meglio dopo esser stato artefice della Macchina per entrare e uscire dal mondo e la Macchina per fughe domestiche.

***

Alcun non può saper da chi sia amato,
quando felice in su la ruota siede:
però c’ha i veri e i finti amici a lato,
che mostran tutti una medesma fede.
Se poi si cangia in tristo il lieto stato,
volta la turba adulatrice il piede;
e quel che di cor ama riman forte,
ed ama il suo signor dopo la morte.

(L’ Orlando furioso: canto 19)

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