LA NUOVA SIGLA DI MELOG

Jeanne Moreau

Questa è la sigla che accompagnerà la nuova edizione di Melog  dal 6 settembre 2010. Nasce la mattina del 1 settembre con veloci consultazioni a distanza tra me, in esilio agreste in Umbria, e Fabrizio Intonti al chiodo a Roma.  Mi entusiasma perchè seleziona a monte l’ anima coatta. Ho proposto il brano su Facebook e c’è stato chi ha commentato “Chi è Carla Bruni?” Così ho capito che oggi la lingua francese è sconosciuta come veicolo d’ emozione. Se ne conosce solo l’ uso radicalburino della nota filosofa della passerella, che naturalmente conoscono solo  per l’ imitazione che ne faceva Fiorello. Ebbene  in spregio della viltà di ciò che è simpatico , carino, divertente avrò una sigla in francese, con un testo tra l’ altro che trovo perfettamente affine all’ evoluzione del mio pensiero sulla relazione nella contemporaneità. Dopo la macchina per fughe domestiche e il conseguente riflusso del sollievo di sollevar donne, sto seriamente riflettendo su “le tourbillon de la vie”. Gli incontri fatali avvengono tutti in una medesima dimensione spazio temporale? Vale piuttosto l’ idea che serpeggia nel film cult Donnie Darko? Sui tempi della relazione, sovrapponibili, sghembi, balzani e sovrascritti? Mi ci macererò su l’ anima e la carne..Di persona come sempre ho fatto.

LE TOURBILLON DE LA VIE

(Janne Moreau)

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Elle avait des bagues à chaque doigt,
Des tas de bracelets autour des poignets,
Et puis elle chantait avec une voix
Qui, sitôt, m’enjôla.
Portava un anello ad ogni dito
e un fascio di bracciali  ai polsi
e poi cantava con una  voce
che  mi rendeva ebete.
Elle avait des yeux, des yeux d’opale,
Qui me fascinaient, qui me fascinaient.
Y avait l’ovale de son visage pâle
De femme fatale qui m’fut fatale {2x}
Aveva certi occhi, certi occhi d’opale
che mi affascinavano, oh se mi affascinavano
e poi c’era l’ovale di quel pallido viso
di donna fatale che fatale mi fu.
On s’est connus, on s’est reconnus,
On s’est perdus de vue, on s’est r’perdus d’vue
On s’est retrouvés, on s’est réchauffés,
Puis on s’est séparés.
Ci siamo conosciuti e riconosciuti
ci siamo persi di vista, ci siam visti di nuovo
e ci siamo ritrovati e poi smangiucchiati.
e poi ci siamo separati
Chacun pour soi est reparti.
Dans l’tourbillon de la vie
Je l’ai revue un soir, hàie, hàie, hàie
Ça fait déjà un fameux bail {2x}.
Ciascuno è ripartito per fatti suoi
nel vortice della vita
Poi l’ho rincontrata una sera alè alè alè
era già da un bel pò che non la vedevo
Au son des banjos je l’ai reconnue.
Ce curieux sourire qui m’avait tant plu.
Sa voix si fatale, son beau visage pâle
M’émurent plus que jamais.
Al suono del banjo l’ho riconosciuta
Quello strano sorriso che m’aveva invaghito
Quella sua voce fatale, quel suo viso bello e pallido
mi emozionarono più che mai
Je me suis soûlé en l’écoutant.
L’alcool fait oublier le temps.
Je me suis réveillé en sentant
Des baisers sur mon front brûlant {2x}.
Mi sono ubriacato mentre l’ascoltavo
l’alcool fa dimenticare il tempo che passa
mi sono svegliato e sentivo
dei baci sulla mia fronte ardente
On s’est connus, on s’est reconnus.
On s’est perdus de vue, on s’est r’perdus de vue
On s’est retrouvés, on s’est séparés.
Dans le tourbillon de la vie.
Ci siam conosciuti e riconosciuti
ci siamo persi di vista, ci  siam visti di nuovo
e ci siamo ritrovati e poi separati
Nel vortice della vita
On a continué à toumer
Tous les deux enlacés
Tous les deux enlacés.
Puis on s’est réchauffés.
E abbiamo continuato a girare
allacciati insieme
allacciati insieme
Poi eravamo belli cotti
Chacun pour soi est reparti.
Dans l’tourbillon de la vie.
Je l’ai revue un soir ah là là
trallallla
Elle est retombée dans mes bras
Ciascuno è ripartito per fatti suoi
nel vortice della vita
E poi l’ho rivista una sera
allallà trallallla
e mi è caduta di nuovo tra le braccia
Quand on s’est connus,
Quand on s’est reconnus,
Pourquoi se perdre de vue,
Se reperdre de vue?
Quando ci siamo conosciuti
quando ci siamo riconosciuti
perché perdersi di vista,
perdersi ancora di vista?
Quand on s’est retrouvés,
Quand on s’est réchauffés,
Pourquoi se séparer ?
Quando ci siamo ritrovati
quando eravamo di nuovo cotti
perché separarsi?
Alors tous deux on est repartis
Dans le tourbillon de la vie
On à continué à tourner
Tous les deux enlacés
Tous les deux enlacés.
Allora tutti e due siamo ripartiti
nel vortice della vita
E abbiamo continuato a girare
allacciati insieme
allacciati insieme

LA CANZONE CANTATA NEL FILM “JULES E JIM” DI F.TRUFFAUT

20 Commenti a “LA NUOVA SIGLA DI MELOG”

  • nello:

    Bellisssima canzone complimenti ma personalmente ritengo che lasci presagire una stagione radiofonica di Nicoletti più nostalgica ( componente diffusa nelle sue esternazioni ) e meno sperimentale rispetto allo spumoso tango della passata stagione..ecco..dicoamo che dà il via ad un programma, credo, più sedimentato e meno frizzante..ma sempre da non perdere. Buon lavoro.

    • gianluca nicoletti:

      si perchè i Gothan Project erano sperimentali….Ci fa le coreografie Maria de Filippi…La nostalgia comunque non mi tocca (quasi mai).

  • FRANCESCO:

    Preferivo il tango, ma non importa, spero solo di poterla seguire ancora. Mi sono divertito moltissimo ascoltando alcune puntate di melog2.0. Un saluto cordiale Francesco (TV)

  • Francesca De Pietri:

    Certo che abbandonare il tango trasgressivo fa un pò effetto… ma la chanson francoise mi è sempre piaciuta, quindi approvo… ci faremo l’orecchio! Sarebbe stato forse nelle tue corde più un “boum” di charles trenet… che ne dici? Con stima Franci

  • livia:

    trattandosi di un giro ricorrente si presta bene a quel senso di alienazione leggermente folle che accompagna la trasmissione. sembra facile, ma può essere inquietante…

  • Elena:

    straordinaria, nostalgica e trasgressiva…parliamo sempre di un rapporto a tre. io la quoto. 😀

  • giovanni:

    Di una intensità leggera e di una leggerezza intensa.

    Anche stavolta mi hai stupito.
    E io che ti suggerivo la ben più robusta “The knife” dei Genesis!

  • gianluca nicoletti:

    La canzone “Boum!” di Trenet è stata la sigla di un mio programma a radiorai del 92 mi pare. “Qui lo dico qui lo nego” feci reportages strepitosi in tutta Italia. La trasmissione fu cancellata come tutto quello che mi riguardava.

  • Serena:

    Gli incontri come disallineamento temporale ed emotivo.
    Non vedo l’ora sia lunedì

  • Anna:

    La canzone (come il film) ha molteplici chiavi di lettura. Per esempio, l’appassionata e anarchica relazione che Nicoletti ha con i suoi ascoltatori…

  • giovanni:

    bella ma la trovo poco “radiofonica”: in un jingle di pochi secondi dovrete fare miracoli con l’editing per farla diventare il “marchio”, il richiamo della trasmissione. in bocca al lupo

  • Teo:

    A me piace molto la nuova sigla 2012! Ma qual e’ il titolo? Ciao!

  • ornella de sanctis:

    nessuno rimpiange la vecchia sigla del programma?

  • elena:

    vorrei conoscere la sigla musicale del programma melog, mi piace molto e mi dispiace che se ne sente poca.
    interessante tramissione

  • Fabrizio:

    IL MONUMENTO
    L’ex combattente non ha bisogno di un monumento
    ma del riconoscimento che fu mandato al macello
    per affari non suoi.
    Gli avevano insegnato che il nemico
    era al di là di un confine
    e perciò non capiva che la guerra
    era una lite fra capitalisti
    (come dicevano i socialisti)
    e che sarebbe stata un’inutile strage
    (come disse il papa di allora)
    In trincea, mentre infilava con la baionetta
    i suoi fratelli operai che parlavano altra lingua,
    capì la tragica verità!
    Il nemico non è oltre la frontiera
    ma è anche fra noi, parla come noi ma pensa diverso da noi.
    Il nemico è chi manda a morire gli altri per i suoi sporchi interessi.
    Il nemico è chi intasca il profitto del lavoro di un altro uomo.
    Il nemico è chi vuole il monumento alle vittorie da lui volute
    e ruba il pane per fare altri cannoni
    e non fa scuole per fare aeroplani
    e non fa ospedali perchè deve pagare i generali.
    I generali per un’altra guerra
    Quando è l’ora di marciare
    molti non sanno
    che il nemico marcia alla loro testa

    AL MOMENTO DI MARCIARE
    MOLTI NON SANNO
    che alla loro testa marcia il nemico.
    La voce che li comanda
    è la voce del loro nemico.
    E chi parla del nemico
    è lui stesso il nemico.

    Bertold Brecht

  • Michele:

    Caro Nicoletti , l’ ascolto sempre con gran curiosità , ma mi dica di chi è la sigla per archi pizzicati , è molto bella e siccome sono un musicista la cosa mi interessa molto , grazie Mich

  • Antonio:

    Nicoletti in qualità di ascoltatore assiduo vorrei anch’io dormire sogni tranquilli dopo aver conosciuto l’autore della sigla …grazie

  • Antonio:

    Vorrei avere il nome del brano musicale che trasmesso, prima dei saluti finali e della sigla, cha chiuso la puntata odierna (17.08.16): Bellissimo!

  • Mikele:

    non è possibile che ad una domanda così precisa, riguardo la sigla della trasmissione melog, non ci sia risposta sul titolo. Al posto di girare intorno, all’italiana maniera, dite il titolo o lasciate perdere….è assurdo vi sparate sui piedi…mah!

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