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LA FELICITA’

  1. Il denaro non rende felici. A coloro che proclamarono per lungo e per largo questa sublime massima di saggezza, giunga questa risposta: “Perfetto vi credo e voglio aiutarvi ad essere felici. Lo farò a prezzo della mia infelicità, ma lo farò volentieri. Elargitemi l’ intero ammontare del vostro conto bancario, vi fornirò a parte le coordinate, lasciate che mi accolli io il peso della vostra pena. Lo farò volentieri, diverrò  un  infelice ricco perché voi possiate essere felicemente dei morti di fame.
  1. Diritto alla felicità. Non basta proclamarlo per garantirlo. E’ nobile e sublime annetterlo nelle carte ufficiali, ma dei tanti diritti inalienabili dell’ individuo è proprio quello di più difficile applicazione attraverso una norma. Non esiste una felicità oggettiva e assoluta, ma un’ infinità di variabili individuali alla felicità.
  1. La vera felicità è nelle piccole cose. Possiamo anche continuare a sostenere questa ipocrisia, in fondo tranquillizza tutti. Sappiamo però perfettamente che la profonda e totale esplosione di felicità richiede appagamenti incommensurabili ed eventi imprevedibili. Che piccolo sia bello lo sostiene solo l’ indigente che rimuove i desideri smisurati.
  1. Felicità è aspettare l’aurora per farlo ancora… Unica circostanza in cui la prostatite senile viene in soccorso dell’ amore. Dell’ ode alla felicità di Albano & Romina d’ antàn questa è la strofa più agghiacciante. Inquieta ogni maschio il suo sinistro presagire cavernose decadenze.

  1. 5. La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha. (O. Wilde) Una sontuosa massima che tanti incollano come status consolatorio su Facebook. Sublime nell’intento poetico di chi la concepì, che peraltro mai si accontentò, ma spaventosamente tristerrima per gli sfigatoni che ne fanno l’ emblema delle proprie ambizioni frustrate.

  1. Felice di conoscerla… Nel caso qualcuno avesse potuto fraintendere questa formula di presentazione per una sincera prova della propria felicitante esistenza, è bene che si rassegni. Il felice di conoscerti è solamente un’ alternativa d’ emergenza quando si è abusato del piacere, molto piacere, è un vero piacere, o quando i molto lieto, lietissimo, lieto assai sembrano inadatti al contesto perché lievemente retrò. Nessuno in realtà può essere realmente felice di conoscere una persona che ancora non conosceva, la vera felicità di una conoscenza si valuta solamente a posteriori, quando la vediamo affiorare dopo l’ interruzione di un rapporto. Solo una fine segnala la felicità, seppure come bene goduto, ma mai un inizio.
  1. Felicitatore-ice 81: Questo si legge da qualche parte in rete, l’ 81 sembrerebbe  dunque il numero che  la Smorfia attribuisce a chi porti felicità…Però, se si consulta il dizionario della Smorfia su Wikipedia all’ 81 si associa invece il bordello. E’ impossibile illudersi nella felicità come speranza ultraterrena qualora si volesse scoprirne  la formula attraverso una tastiera.
  1. Happy end…L’ esito felice che tutti ci auguravamo diventò a un certo punto oggetto di scherno. Il lieto fine fu giudicato retorico, passatista e sdolcinato. Il fondamentalismo dei pessimisti a tutti i costi stabilì che ogni felice conclusione andasse abolita, assieme al chiaro di luna. Fu allora che esplose il boom della psicanalisi fast food.

la felicità

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