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IL CULTO DI SANPIPPONE

Effige di San Pippone con orazione

Il culto di San Pippone nacque per puro caso in un pomeriggio neghittoso come tanti davanti al computer.  Mi ero imbattuto nell’ effige di un santo che imbracciava una grande sega, strumento del suo martirio. Quello fu subito San Pippone. Composi una breve orazione dai contenuti fescennini, aggiunsi una nota biografica  sincretica di varie agiografie che spizzicai random su Wikipedia e lo pubblicai su Facebook. Il santino produsse un nuovo culto, forse per le doti che gli attribuii di disinibitore di ogni pudicizia. Fatto sta che in breve cominciarono a giungermi decine di ex voto di fedeli a Sanpippone che avevano creato altarini con la sua effige e viapponevano ex voto per grazia ricevuta, nella maggior parte dei casi si trattava di mutande o indumenti intimi.

Ex voto a San Pippone

Il fenomeno che ebbe una discreta fortuna nel web, toccò la sua punta più alta quando delle fedeli apposero l’ effige di San Pippone in una nota osteria di Terni “L’ oste della Malora”.  Appeso alla parete della sala da pranzo, finemente incorniciato e illuminato da una lampada rossa perennemente accesa Sanpippone divenne concreto oggetto di culto da parte di avventrici (molte donne inglesi in soggiorno umbro) che si prostano e invocano il Santo nel culmine dell’ ebrezza provocata da abbondanti libagioni.  Dall’ “Oste della malora” pare si compiano periodici incontri di una confraternita detta delle “Vestali di Sanpippone” che aggrega donne sposate e ragazze particolarmente miracolate dal Santo degli Impassibili, attributo dato a San Pippone per il suo potere taumaturgico nei confronti dell’ indifferenza maschile verso l’ ardore delle femmine.

Effige di San Pippone all' Osteria della Malora

All’ Università Statale di Milano ad aprile 2010  il prof Giampiero Piretto ha ospitato una Lectio Magistralis sull’ iconografia e la genesi di  San Pippone che ho tenuto io via Skype per i suoi studenti riuniti nell’ Aula Magna

IL CULTO DI SANPIPPONE ALL’OSTERIA DELLA MALORA

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