BLOGOSFERA CYBERFIGHETTA

La blogosfera italiana si è costruita come un universo piramidale non scalfibile ed elitario. Altro che libertà espressiva e letteratura spontanea. A dettar legge sono qualche decina di fighetti, alcuni ben supportati e vellicati da amici con addentellati old mediatici e quindi ogni loro ruttino diventa sublime espressione di novità,  porto ad esempio il partorir neologismi del calibro di  “intelluguale” che in un’ agape  “galattica”  è stata sancita come civettuola definizione dell’ intellettuale  che operi in rete.

Ohimè, in nome dell’ intelleguaglianza  stiamo ancora all’ idolatria del nuovo che è tale perchè scribacchiato in rete. Consunti simposi sul significato della scrittura on line appesantiscono i server di bittume superfluo, ipermetropiche compilazioni secernono spossatezza nel loro essere illimitate nello spazio disponibile. Avere limiti tipografici nello scrivere significa allenarsi a comprimere concetti che stimolino all’ illimitatezza. Il blog invece si espande verticalmente verso il basso e tende all’ indefinito. Un anellide che si riproduce per partenogenesi ogni qualvolta qualcuno ne innesti la  testa nel content manager system. Comunque si sa vien da chiedersi  perché alle nostre latitudini essere blogger sia assimilato all’ appartenenza ad una compagnia di giro che si rafforza di dibattito in dibattito, ma a volte si assottiglia se qualcuno ce la fa e passa dal codice binario alla vecchia carta inchiostrata. Anche recentemente la supremazia del solito zoccolo duro è stata sancita dal Focus della “Casaleggio Associati” che disegna una blogosfera italiana su cento astri splendenti (sempre gli stessi) che autoalimentano il loro olimpo linkandosi e rilinkandosi a vicenda.

Citandosi e track-backandosi moltiplicano le loro perle di saggezza, arguzia e antagonismo tarocco nell’ ipercubo multimediale, ma se non ne parla qualche giornalone per eccellenza si ha l’ impressione di aver perso tempo.

Il focus però ne vede solo cento. I cento che sopravvivono nei blog roll dei loro adepti in perenne sindrome di Stendhal. Vengono evidenziati quelli più interconnessi tra loro e quindi più visibili perché più citati dagli altri, una sorta di famiglia Auditel cyberfighetta che esprime un parere omogneo rassicurante e conservatore. Il suk dei sottoblog, i paria che si devono accontentare di plebee con-directory ? Non appaiono nella ricerca. Quelli sono i reietti che nascono e muoiono senza nemmeno un righino da parte di chi “tiene i contatti” con i multiple name, gli anonimus e gli hacker pentiti? Per loro il destino delle piccole emittenti di fronte al monopolio dei grandi network ci sono, ma senza diritto di parola. Non prendiamoci in giro, anche nell’ inframondo resta sempre in piedi lo stesso meccanismo che vale nella vita reale. Non ci scandalizza, ma se essere blogger significa avere tanti link e la spalletta dei preferiti compiacente ai soliti noti, si deduce che anche questo umile esercizio non è per tutti. Si dirà dove è la sorpresa? Nessuna, solo che ci si immaginava qualcosa di più estremo e rivoluzionario, un sistema che avrebbe potuto abbattere le limitazioni spazio temporali, i condizionamenti sociali e culturali insomma la rete poteva essere in questo caso qualcosa di più che un limbo artificiale in attesa di un editore vero.

Escono illustri antologie dei blogger italiani, costoro  si fanno vedere anche in giro, molti sono riconoscibili per robusti “sconfinamenti” nella parte oscura della forza e quindi dove è la novità? Forse nel meccanismo che permette una facile ed immediata pubblicazione, editor intuitivi e alla portata di tutti. Perfetto  e bellissimo, ma ancora ci chiediamo cosa c’è di nuovo? Il link equivale al riconoscimento di chi è del giro, i premietti e i bannerini che certificano i premietti, le intervistine e le scuolette di scrittura sul mestiere di scrivere il web…Insomma il maestrinismo di quelle/i che al liceo prendevano bei voti e stavano ai  primi banchi si è impossessato di ogni sregolatezza nella blogosfera.

Se vogliamo cogliere un’ altra costante che aleggia sottile in tutto l’ universo blog è quella della depressione. Perché il blog deprime? Forse perché è un vizio solitario per la maggior parte di quanti ne coltivino la pratica. Forse perché si è soli, introversi, isolati dal mondo quando si blogga. Forse perché alla fine non si ha bisogno di nessuno quando si blogga. Forse perchè chi blogga vorrebbe qualcosa di più per esprimersi. Non so forse tutta la rete è deprimente, ma il blog ha un’ accezione saturnina più radicale. Si guardi il calendario delle bloggers femmine pubblicato on line quest’ anno, no quasi nessuna sorride. Per lo più sono  assorte, evanescenti, vestite di spleen anche laddove siano spogliate.

Perchè mai le signorine palliducce che trasognano fotarelle da risvolto di copertina blasonata non realizzano che tra loro e le veline aspiranti aspiratrici cambia solo il punto di vista. Loro son quelle che si sentono belle dentro, le altre dentro e fuori non fa differenza, per tutte loro l’ importante è esser viste. Le une sventoleggiano curvilinee beltà rese ancor più vere dal sintetico fotoritocco le altre affidano al permalink l’ eternità del loro diario e denudano anime lacerate in luogo di nature lacerate (…che pur  resero celeberrima la melassa di Melissa).

Il blog tipo, se evitiamo quelli di personaggi già noti e fisiologicamente euforici da successo, è un diario tristerrimo dove il logorio del quotidiano  distrugge irrimediabilmente la voglia di vivere. Tra lo/la/l? scrivente e il resto del mondo esiste una patina limacciosa che rende catarattico anche il punto di vista di un adolescente. Ho bei ricordi di anni di bloggazione gioiosa, chissà perché oggi mi gira così? Sarà forse un problema solo mio, ma aggiungere all’ html editor un tool che secerna Prozac potrebbe aiutare non poco. Sarà per il fatto che mi sento annichilito dal pullular garrulo di scintillante facondia che sprizza da ogni blog in cui mi capita di zampettare neghittoso alla ricerca di sochè da trasformare in parole piombate. Molti lo fanno per la sorpresa di chi vive ignorando la rete, e per sua fortuna vive anche benino.

Il blogger è anche materia prima di fabbrica editoriale, libri fatti di chat, di sms, e pure di blog. Facile riempire spazio con veloce cut paste della risulta sollevata dallo tzunami grafomane dei blogger conosciuti. Cannibalizzati per la gloria di “nuovi Cannibali?”. Forse è terapeutico, meglio che rodersi il fegato  è far la cronachina degli amichetti che spazzolan librerie dal parquet insalivato. E perché nò ? Qualche personale letturina da consigliare tanto per darmi un tono, quel che  vedo alla mattina sfoglicchiando quotidiani, cito i citati, linko i premiati, lecco il fighetto. C’ è poi lo sguardo in tv. Scanalo qua e là, magari dico cose cattive su Sanremo, sfotto le conduttrici, tanto per darmi un  tono con aria superiore compatisco tutti. Mi spreco in metafore. Se avanza spazio un po’ di sguardo interiore e tracce minimali di vita uggiosa. Già allora si che sarei anch’ io un vero blogger, spipparolandomi ripiegato su me stesso darei senso alla meraviglia dei bei compitini quotidiani e dei sorridenti battimani. Già ma sono un cialtrone, scrivo solo per denaro e su commissione.


QUI SOTTO SCARICA IL PDF ORIGINALE DEL FANTASTICO TUTTOLIBRI DEL 12 MARZO 2005 CHE QUESTO PUBBLICO’

E CHE FECE INCAZZARE TUTTO IL WEB FIGHETTUME ITALIANO.

IL POVERO NICO ORENGO SOLO PER AVER ACCETTATO DI PUBBLICARMI

SI MERITA L’ETERNO PARADISO DEI BIBLIOFILI.

PDF ORIGINALE DEL PEZZO DELLA DISCORDIA

Un Commento a “BLOGOSFERA CYBERFIGHETTA”

  • ahimè io faccio parte dei blogger di periferia che, dal momento che possiedo amicizie linkanti, rimane confinato nella lettura di venti fedeli ammiratori. Ma mi piace anche così, serve per mettere ordine nelle mie idee, lungi da me l’appartenere all’elite più cliccata.
    Ci vedremo venerdì, sarò felice di assistere alla sua lezione nel Corso di Prevenzione all’Idiozia.
    Un saluto

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