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Su Wikipedia su di me c’è già abbastanza, non voglio per ora agiungere nozioni e attaccar medagliette. Ho cominciato a metter mano in questa area web perchè ho bisogno di avere sott’occhio tutto quello che negli anni ho fatto e scritto e che viaggia sparpagliato in rete. dividerò la mia vita vissuta in tre fasi!!!
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1) Fase perugina: fanciullezza, adolescenza, vitellonismo (1954-1983)
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2) Fase romana: il sepellimento glorioso ai piedi del cavallo(1984-2004)
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3) Fase extraterritoriale…La leggera follia del post mortem (2005-….)
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Per ora di tutto questo ho prodotto solo una piccola sintesi
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Gentile Gianluca
credo sia lei ad avere pubblicato la sua lettera e quella di una sua collega ,sulla Stampa. Riguarda la foto di suo figlio e la lettera senza commenti della sua collega.
Io sono la mamma di un ragazzo con Sindrome di Asperger ,che è una forma di autismo particolare. Ora questo mio ragazzo ha 22 anni, ha una borsa lavoro in una biblioteca di una scuola, è diventato quasi completamente autonomo e ieri sera mi ha detto queste parole, alzanosi dalla fronte i capelli e quindi mostrandomi la fronte e quindi la testa e ciò che contiene la testa: il cervello,ecco mi ha detto: ” mamma non ho più bisogno degli psicologi,la mia mente ,ora è libera “.
Ecco non sto a dirle quante umilaizioni abbiamo subito nella vita di matteo, l’ultima, aglie sami di maturitaà, quando matteo non fu accolto ,dalla Presidente della Commissione degglie sami, pubblici ovviamnete, non fu ammesso a partecipare agli iscritti con gli altri compagni di scuola, perchè , come era giusto , aveva unj programma, ovviamnete particolare, fu costretto fare glie sami da solo, nascosto presso un’aula. E si che i suoi compagni di scuola lo avevano così tanto aiutato da rebderlo autonomo, ma divento troppo loquace e volevo solo dirle che dobbiamo avere coraggio di parlare e di parlare dei nostri figli, senza rassegnazione, commiserazione e senza avere paura di dire che sono figli speciali .Aiutiamoci, il silenzo è pericoloso e diventa complici di coloro che dicono dei nostri figli: ” Poverini ! ”
Con grande stima e spero che sia Lei il papà che ha mostrato la foto,s e non è lei, mi ha fatto piacere ugualmente raccontarle queste cose.
Con affetto, spero di risentirla
maria Grazia Proietti
Cel 3331329750
0744 402033
Terni Via Botticelli 12 05100 Terni
Gentile Gianluca
mi scusi, ma ho letto meglio il suo blog , ed è lei colui che cercavo, garzie innanzi tutto per avere pubblicato le due lettere sulla stampa , ma come le dicevo, non basta indignarsi,ma dimostrare chi sono i nostri figli. Ora per esempio Matteo mi sta aiutando e non poco, con grande saggezza nella mia malattia, mi sono ammalata di un cancro, sto facendo una chemioterapia da oltre 6 mesi e lui, matteo, il diverso, l’handiccapato o come dice quella giornalista ” il poverino ” , mi sta aiutando nella lotta mia personale e della mia famiglia, contro la malattia e mi sta aiutando con grande affetto e partecipazione.
Grazie se mi leggerà e se faremo insieme una battaglia per fare sparitre dal vocabolario italiano la parola: “poverini”.
Maria Grazia Proietti
3331329750
0744 402033
05100 Terni Via Botticelli 12
Mi chiedevo se si potesse fare qualcosa per stimolare l’educazione alla diversita’ tramite la televisione pubblica. Vivo negli States da dieci anni circa e quello che ho notato di molto diverso rispetto all’Italia e’ l’educazione alla diversita’ molto piu’ intensa. Fin da neonati i miei piccoli e di conseguenza i genitori sono esposti a cartoni animati, storie, corsi del comune, con personaggi e partecipanti rappresentanti delle diversita’ della normalita’ quotidiana. Nei cartoni animati, come a scuola i miei bambini sono esposti a persone in sedia a rotelle, di culture diverse, di religioni diverse, di colori diversi, non-vedenti, con respiratori speciali, con sindrome di down, autistici di tutte le sfumature dell’immenso spectrum dell’autismo, con diverse abilita’ intellettuali o diversamente abili ect. ect., come e’ la vita normale, dove tutti siamo diversi. Io sono contenta di questa educazione alla normale diversita’, e ho scoperto/imparato molto che in Italia e’ in qualche modo piu’ nascosto. Lascio dei link alla TV pubblica americana, e ai fantastici cartoni educativi: http://pbskids.org/ http://pbskids.org/arthur/
A scuola celebrano tutte le religioni e le culture oltre che le normali diversita’ che in Italia si chiamano “handicap”. Quando sono in Italia non vedo questo sforzo educativo cosi intenso, cosa si puo’ fare per migliorare, e combattere il pregiudizio che nasce dall’ignoranza? Io amo l’Italia, la considero la mamma, e gli States sono come il papa’, non sto giudicando, sto facendo una constatazione e cercando di capire come e cosa si puo’ fare per migliorare questo aspetto del mio paese di origine che tanto amo, e combattere le discriminazioni. Per tutti c’e'un motivo per essere discriminati, anche per quelli che si considerano discriminanti intoccabili. L’istruzione di massa di buona qualita’ e risorse e’ l’unica vera arma contro i mali del mondo, tutti. L’istruzione e’ la chiave per una migliore educazione e una nazione di conseguenza piu’ forte e ricca in tutti i sensi. Quando si tagliano i fondi all’istruzione si pregiudicano la creazione di momenti educativi fondamentali come l’accettazione della normale diversita’. Non esiste il mondo “normale” di tutti uguali, normodotati, magri, ricchi e piacenti, mi dispiace, ma questa e’ la realta’, tutto il resto sono solo mondi paralleli di illusioni di normalita’. Grazie per il suo tempo dedicato a leggere queste mie righe
Ah dimeticavo, in america per prendere il diploma di scuola superiore (pubblica o privata) si devono fare almeno 150 ore di volontariato e aiuto a tutte le diversita’, anche alle diversita’ di eta’, gli anziani. Gli Stati Uniti non sono perfetti, ma almeno provano a cambiare quello che non va.
salve ho letto l’articolo su “la Stampa” Non vorrei mai che mio figlio vedesse bambini handicappati!.
Visto che a breve girerò un cortometraggio su questa problematica mi piacerebbe usare la sua frase nel film..
come potrei contattarla in privato ?
grazie per l’attenzione
Alberto Schettino.
Signor Nicoletti,
Ha ragione nella sua intervista di Verissimo di dire che Belen ha fatto il suo lavoro. Infatti, è una non le dico cosa ma comincia con la P.
Questa donna ha portato vergogna in Italia e nel mondo dello spettacolo!
Peccato per Sanremo.
Buonasera Sig. Nicoletti,
scrivo a lei per rivolgermi al suo collaboratore esperto di cinema.
Stiamo cercando un film prodotto negli anni ’50, che narra la storia di due fratelli che per povertà vengono venduti come mozzi di nave.
Alcune scene si svolgono in Nord Europa (Olanda, Belgio, o Ignhilterra?)Dopo molte peripezie uno dei due fratelli muore (forse il più grande).
Il film inizia con l’arrivo di una carrozza e un uomo. E’ il fratello sopravvissuto che torna, da adulto, a visitare i luoghi d’infanzia. Da qui la storia si sviluppa con un lungo flashback e la narrazione della storia dei due fratelli.
Ahimè mio padre (il diretto interessato della ricerca filmografica) non ricorda il titolo, né la nazione, né l’anno esatto di realizzazione, ma ha un grande desiderio di ritrovare questo film visto da bambino in una sala cinematografica negli anni ’50 a Campobasso.
Spero che possiate aiutarci
Saluti
Ilaria
Caro Nicoletti,
mi chiamo Jacopo ed ho 25 anni. Le scrivo perchè voglio farle sapere quanto il suo programma radiofonico sia per me importante. Da poco tempo ho “scoperto” la Radio, ed adesso non riesco più a staccarmene. Ascoltare lei è per me fonte di conforto, un pò come quando leggi un libro di un autore che, non sai per quale strana magia, ti fa sentire che, grazie a lui, a quel libro, potresti stare in solitudine, senza bisogno di socializzare in orride cene, feste,ecc…, per il resto dei giorni. In realtà poi non basta, l’effetto, come quello di una droga, diventa meno efficace, e ti metti alla ricerca di qualcos’altro. E’ così che sono arrivato alla sua trasmissione; quanto durerà l’effetto di questa sua preparazione alchemica io non lo so: dipende da lei, dipende da me e da altri. Quello che sento è però di doverla ringraziare perchè con le cuffie nelle orecchie, quando la ascolto, sento per quei minuti della trasmissione, di non esser solo nel mondo.
Un abbraccio,
Jacopo
Gentile Gianluca,
la sto seguendo adesso su Matrix e mi sono permesso di scriverle.
Mi chiamo Alessio Masciulli, chiedo scusa in anticipo se mi sono permesso di disturbare.
Ho 33 anni e abito a Catignano, un piccolo paesino in provincia di Pescara.
Le scrivo per chiederle umilmente un aiuto, qualora fosse possibile, per pubblicizzare il mio nuovo romanzo Mandami una farfalla (Falco Editore) uscito qualche giorno fa.
So che la mia richiesta può sembrarle banale ma la invito a leggere tutta la mail per farsi una piccola idea. Lo scrittore e filosofo Franco Bolelli, autore tra le altre cose del libro Viva Tutto in collaborazione con Lorenzo Jovanotti Cherubini, ha letto in anteprima il mio lavoro e con molto piacere ed entusiasmo, ha accettato di scrivere un suo pensiero sulla quarta di copertina.
Le spiego, cercando di essere breve, di cosa tratta il mio testo: in realtà è il proseguo di un altro romanzo uscito nel 2008, Credevo bastasse amare, dove racconto una storia vera accaduta a Cugnoli (Pe) sei anni fa, un incidente stradale che ha tolto la vita alla mia ragazza di 25 anni, Silvia Luciani, dopo 11 anni trascorsi insieme. Un mese dopo si sarebbe laureata in psicologia con una tesi proprio sull’ottimismo e sul suo potere terapeutico nei bambini, non arrivando però mai al coronamento dei suoi progetti.
Della sua storia all’epoca se ne parlò molto perché l’università di Chieti, nonostante lei avesse superato tutti gli esami tranne la discussione della tesi, si rifiutò di concederle la laurea per un cavillo burocratico costringendo la madre a presentare una pergamena fatta in casa da far firmare alla commissione, come ricordo dei sacrifici della figlia.
Credevo bastasse amare racconta ogni dettaglio, ogni momento della vita, della morte e dei giorni senza lei. Racconta come ci si ritrova soli e senza futuro da un giorno all’altro, come uno stupido incidente stradale causato da una bravata di gioventù di chi era alla guida, possa infrangere i sogni di una ragazza che si affaccia al mondo.
Ho portato questo libro nelle scuole, nelle università, in molte librerie italiane e nei luoghi dove poter arrivare il più possibile vicino ai ragazzi con un messaggio di amore per la vita e attenzione verso i pericoli della strada.
Mandami una farfalla riprende la narrazione di questa storia partendo dagli anni della mia solitudine e passando attraverso l’incontro di ragazze conosciute per caso su internet, tocca il tema dei social-network per marcare la loro colpa nel raffreddare i contatti umani. Ogni storia è caratterizzata dall’arrivo di una farfalla che, come un segno di speranza, arriva puntuale quando qualcosa prende la piega sbagliata. Il protagonista tramite una serie di coincidenze sfiora la vita di persone a lui finora sconosciute e si immerge nei loro racconti cercando di portare ottimismo e voglia di rinascita. Il suo sogno di diventare scrittore e le difficoltà che incontra nel suo cammino legano come un filo conduttore tutta la narrazione e anche quando per un’assurda circostanza incontra la nonna di una bimba di soli 8 anni in coma in ospedale per una caduta in bici, lui non si tira indietro per portare la sua farfalla anche a lei, raccontando la favola del suo primo libro proprio a quella bambina e anche in quel caso lei farà il suo dovere. Poi c’è Claudia, una ragazza per anni violentata dal padre che non ha mai avuto il coraggio di confessare il suo dramma a nessuno e una sera in un pub si apre al protagonista con il suo racconto sul quale un altro segno dal cielo scriverà il lieto fine. Anche quando arriverà Francesca, 45 anni, con la sua passione e voglia di sentirsi ancora amata un’altra farfalla metterà le cose a posto evitando il peggio. Con questo libro ho voluto scrivere della mia rinascita, della positività, del coraggio, della voglia di rialzarsi sempre. Ogni storia finisce bene e tra i personaggi femminili alla fine, in un modo del tutto casuale e impensabile, ne arriva una che cambierà ancora di nuovo tutto. L’amore riesplode e la forza della vita torna a far sentire la sua incessante presenza. Il lettore viene preso per mano come fosse lui stesso il protagonista, gli vengono poste delle domande, gli vengono chiesti dei consigli, sarà lui stesso ad essere il centro di tutto. Leggere questo libro è come passeggiare in un bosco e avere la sensazione di diventare leggeri come una foglia.
Il mio è un libro semplice, un libro che mette voglia di rimettersi in gioco.
Spero che il mio messaggio le arrivi diretto e pulito, non bisogna arrendersi, non bisogna scoraggiarsi mai. Sono stato ferito dalla vita, quando è morta la mia ragazza ho perso tutto e mi sono trovato a scegliere se vivere ancora o morire con lei. Ho scelto di vivere e il giorno dopo il suo funerale ho iniziato a scrivere. Ora sono pronto per lottare ancora inseguendo i miei sogni. In qualunque modo lei potrà sostenermi, magari indirizzandomi verso festival di letteratura, verso personaggi di radio o tv ai quali proporre la mia storia, consigliandomi magari altri contatti a cui scrivere, io le sarei grato in un maniera indescrivibile. Mi sto muovendo da 4 anni da solo, senza nessun aiuto, bussando ad ogni porta con umiltà e pazienza. Da Maggio dell’anno scorso ho perso anche il lavoro ma la mia voglia di contagiare di positività tutti non si è minimamente affievolita. Sono ottimista e penso che qualcosa di buono presto arriverà. Se può la prego di cuore di darmi una mano e rispondermi anche per un eventuale rifiuto.
Le lascio i miei recapiti per eventuali contatti abbracciandola con tutto il mio affetto possibile. Se cerca il mio nome sulla rete troverà altre notizie su tutta la mia storia.
Telefono: 3341918474
Indirizzo di posta elettronica: masciulli.alessio@alice.it
Telefono abitazione: 085841224
Indirizzo abitazione: Via Paludi 69, 65011 Catignano (Pe)
Saluti,
Alessio Masciulli
Gentile Gianluca,
seguo volentieri Melog ogni volta che mi trovo in viaggio all’ora
giusta (molto spesso) e lo apprezzo moltissimo, ma oggi mi ha molto inquietato la trasmissione sul nuovo reato di “omicidio da incidente stradale”.
Avrei sperato che una persona di solito controcorrente come lei si opponesse fermamente allo zelo da rivoluzione francese con cui, in maniera del tutto emotiva e senza alcuna ponderazione, si vuole trasformare un omicidio colposo in un omicidio volontario: ci rendiamo conto che a ciascuno può succedere di commettere un errore o di avere un attimo di distrazione e non per questo si trasforma in un assassino? Una legge del tipo che si vorrebbe, farebbe rischiare a chiunque di essere trasformato in un assassino.
Quanto a chi si mette alla guida drogato o ubriaco, è vero o non è vero che se prendessi una pistola e sparassi a qualcuno, un buon avvocato riuscirebbe a farmi ridurre la pena se in quel momento fossi stato ubriaco o drogato, perchè parzialmente incapace di intendere e di volere? E allora perchè non dovrebbe valere lo stesso principio per chi usa l’auto invece della pistola? Non voglio certo difendere queste persone che provocano lutti e danni gravissimi, ma mi sento davvero a disagio quando sento queste crociate giacobine.
Le leggi ci sono già: tutti gli omicidi ricadono in una delle fattispecie già previste dalla legge: quelli in auto non costituiscono eccezione e nessuna legge speciale è necessaria. Limitaimoci ad applicare le leggi che abbiamo: vanno benissimo!
Piuttosto, intensifichiamo i controlli per scovare quelli che si mettono alla guida ubriachi o drogati, prima che provochino incidenti, cercando di eradicare l’abitudine a mettersi alla guida ubriachi, ma non esageriamo: chi ha provocato la morte di una persona con il suo comportamento imprudente è probabilmente attanagliato da un rimorso che già di per sè è una grave punizione. Infierire più di quello che già la legge prevede (giustamente) non porta conforto alle vittime, né vantaggio alla società.
Terribile poi, e molto inquietante, è stato l’intervento che il capo della polizia (quella gentile signora) ha fatto sostenendo che l’incidente stradale è il delitto perfetto perché resta impunito: è una mistificazione terribile! Qualunque delitto, se mascherato da incidente, resta impunito, sia che l’incidente sia stradale o in casa o sul lavoro, salvo che la polizia faccia bene il suo lavoro e scopra che si era trattato di un omicidio volontario e non di un incidente. Mi permetta di dirle che questo intervento è stato di una bruttura incredibile: sono davvero preoccupato se quella signora riveste un ruolo importante nella polizia. Pensavo che ci mettesseto persone con le idee pià chiare.
Ed anche sull’arresto immediato: in uno stato democratico, una persona è colpevole dopo che è stata condannata da un giudice. L’arresto preventivo va limitato ai casi in cui ci sia serio pericolo di reiterazione del reato o di fuga. Perchè dovremmo mettere in galera uno che ha provocato un incidente della strada, prima di processarlo? Siamo in una dittatura poliziesca o in uno stato democratico?
Infine, mi permetto una critica alla statistica che lei ha fatto leggere durante la sua trasmissione che evidenziava come l’85% degli incidenti mortali siano causati da maschi tra 25 e 60 anni: ma che valore ha una statistica che riporta il numero di incidenti causati senza relazionarli al numero di km percorsi dalle varie categorie di automobilisti?
E’ chiaro che i maschi in quella fascia di età rappresentano coloro che guidano il maggior numero di km (caministi, piazzisti, tecnici, trasfertisti, tassisti, ecc.). E’ evidente che uno che percorre 1000 km all’anno avrà molto meno probabilità di causare un un incidente rispetto ad uno che ne percorre 100.000.
Proviamo a fare una statistica proporzionata ai km percorsi e vediamo quali sono davvero le categorie che causano, in proporzione ai km percorsi, il maggior numero di incidenti! In fondo anche lei è un maschio! Perché tirarci la zappa sui piedi senza nemmeno provare a difenderci?
Con stima
Ugo Barzanò
Ci eravamo incrociati – tramite una mia segretaria dell’epoca se ben ricordo – in occasione di un convegno su religione e nuove tecnologie che avevo organizzato e a cui lei non era poi riuscito a partecipare. Sto organizzando per il 10-11 maggio un workshop su SPOOFING AND ANTI-SPOOFING: the wider human context, nell’ambito del progetto europeo TABULA RASA , Trusted Biometrics under Spoofing Attacks http://www.tabularasa-euproject.org/. Il mio centro è responsabile di analizzare gli aspetti etici, politici e sociali, delle tecnologie e strategie per “ingannare”, le applicazioni biometriche, e di quelle per difenderle dagli attacchi. L’approccio che abbiamo scelto è multidisciplinare (avremo storici, sociologici, studiosi di diritto, criminologi, artisti, oltre che ovviamente ingegneri e tecnologi). Abbiamo chiesto a tutti gli studiosi partecipanti di mettere l’accento sul tema del mascheramento dell’identità personale, declinato da diverse prospettive ed in diversi contesti tecnologici (dall’autenticazione fisica usando apparecchiature biometriche, all’autenticazione online e l’identity management). Mi farebbe piacere averla come speaker o moderatore o provocatore (a sua scelta). Se mi manda un indirizzo email le mando il programma e le mie coordinate. Grazie.
E.M.
Signor Nicoletti,
lei ha pubblicato sul sito de La Stampa un video indecoroso e mendace, che presenta la manifestazione Salvaiciclisti come un fallimento. Io ero lì, e ho visto decine di migliaia di persone in Festa, una festa vera, con colori, allegria, sorrisi, abbracci, speranze e progetti condivisi, parole cariche di emozione e di determinazione. Un popolo della bicicletta meraviglioso e nobile. Perché ha voluto infangarci, mostrando immagini di un’ora prima dell’inizio, quando le persone erano lì sedute semplicemente ad aspettare che tutto iniziasse, non stavano “anticipando il flash mob” come lei stupidamente ha scritto. Perché le riprese non le ha fatte durante l’incontro, nei momenti più belli e più intensi? perché non ha riferito di ciò che è stato detto, raccontato, proposto, dalle persone che hanno parlato? Perché non ha intervistato la gente? Perché ha voluto rappresentare la realtà in questo modo falso e fuorviante? Per fortuna altre voci giornalistiche, più serie della sua, hanno dimostrato ciò che è successo davvero ieri a Fori imperiali: una Festa vera, gioiosa e colorata, che è l’inizio di una nuova vita per le città italiane.
Sig. Nicoletti,
stamani l’ho ascoltata su radio 24 nella sua introduzione della puntata sul suicidio. Devo dire che, nonostante abbia apprezzato in passato la sua vivacità intellettuale, stavolta sono rimasto molto deluso dalle sue parole. Lei ha introdotto la puntata dicendo che i molti che oggi si suicidano hanno il desiderio di compiere un atto estremo che nelle loro menti lascerà traccia, che quindi vogliono suscitare scalpore e ottenere con questo gesto un riconoscimento. Insomma li ha dipinti come dei narcisisti che decidono di uccidersi per ‘farsi belli’ difronte a chi lasciano. Mi sembra un ritratto del tutto ingiusto e crudele di chi oggi sotto il peso della depressione causata dalle difficoltà economiche e lavorative, si sente disperato. Non c’e’ nessuna voglia di fare un gesto eclatante che possa cambiare alcunché, credo il 99% di coloro che si suicidano non sopportano più di vivere la vita che vivono e del resto non gli frega assolutamente nulla. Sia meno superficiale nel trattare temi cosi’ delicati altrimenti e’ meglio che non se ne occupi. Buon lavoro, Giuseppe
“La morte corporea è vinta da chi s’innalza alla contemplazione”.
La leggerezza della pensosità torna a turbare…
Michelangelo ha lavorato, e duro(!), per quella leggerezza: ha lavorato per sottrazione.
Sorridere, dove altri piangono (e viceversa) ha il sapore di una virtù sperimentata.
Avanti il prossimo…
Solo un forte abbraccio a te, alla tua famiglia ed a tuo figlio da chi è sempre vissuto e purtroppo e per fortuna continua a vivere con vari disabili in casa; gli sfigati di cuim parli anche a me non fanno nè caldo nè freddo, i politici e le varie autority mi fanno ribrezzo perchè lasciano noi ed i nostri cari nella merda fregandosene, ma ci esprimono “a parole” il loro sostegno!
Grazie!
Per il suo articolo di oggi su La Stampa.
Paolo, genitore di un bimbo autistico
Gentile Gianluca,
seguo regolarmente Radio 24 e Melog. Ho cercato inutilmente un suo recapito, per mandarle in visione il mio ultimo libro, La stagione delle cicale (o almeno il pdf),che ho pubblicato in giugno con la SENECA Editrice, sicura che lei non è il tipo che cestina a priori un testo, se non è stato pubblicato da Feltrinelli o Mondadori, senza averlo prima letto e incontrato l’autore attraverso le sue pagine e l’intreccio.
La prego quindi di rispondere alla mia mail, in modo che io possa conoscere la sua disponibilità effettiva e la modalità che preferisce.
La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicare alla mia richiesta e la saluto cordialmente.
Giuliana Donzello (Scrittrice e Direttrice Artistica) – viale Mameli 94 – 57127 Livorno
Salve
Sono il padre di un bambino di 7 anni, direi ex-autistico
Mi farebbe piacere fare 2 chiacchiere con lei in merito, molti autistici sono curabili, e vorrei che i genitori iniziassero a saperlo…
Invece in Italia si insiste su cure palliative ed inutili: psicomotricità, psicofarmaci, ippoterapie e altre “terapie” che servono solo per far sfogare o tranquillizzare questi bambini, senza cambiare la loro condizione…
Grazie
Riccardo
(evito il cognome perché di inimicizie me ne sono già create a sufficienza)
Salve
Sono padre diun ragazzo di 19 anni,vorrei fare parte della vostra rete di genitori di figli autistici.
Grazie
valentino
Gentile Dott. Nicoletti,
mi chiamo Lucilla, sono una giovane donna che si é trasferita nella Svizzera Italiana da circa due anni e, da quel momento, ho cominciato a seguire radio 24 con sporadicità (qui il segnale si riceve con difficoltà..).
Oggi, però, ho sentito la sua trasmissione sui ricatti sessuali alle donne. Credo abbia avuto coraggio nel proporre un tema così delicato e che lei si sia posto con “sobrietà”. Mi permetto, però, di renderle nota la tristezza suscitata da molti degli interventi fatti dai radio ascoltatori. Il primo sms che le é arrivato non credo sia neppure classificabile, ma il fatto che molti confondessero il ricatto con la consensualità (verso cui si é posto con un sanissimo non-moralismo) credo sia il sintomo pericoloso di una società priva di valori, che crea adulti pieni di pregiudizi e con una capacità critica ed intellettuale piuttosto ristretta.
Se questa é la media del nostro paese non mi stupisce la direzione che si é presa negli ultimi trent’anni.
Cordialmente,
Lucilla
come diceva dr.House : tutti meotnno .ed e8 cosec. per un motivo o per l’altro, per una cosa o per l’altra, tutti arrivano a mentire.alcuni pensano che dire la verite0 a volte puf2 far male, puf2 ferire, percif2 nn la dicono. in questo mondo tutti meotnno, sono poche le persone veramente sincere. la verite0 per me nn esiste. a volte si mente per sentirsi amati, a volte si sparla dietro a una persona a cui si vuole bene solo per compicerne un’altra; anche inconsciamente si arrivara a mentire a se stessi. si crede di aver compiuto qualcosa di buono quando invece si e8 fatto tutto il contrario, cosec si arriva amentire anche a se stessi. a volte si cerca di dire la verite0 a una persona, ma ce8 il rischio che qst verite0 possa ferire, posso far male, percif2 nn la si dice.. le persone meotnno perche8 hanno paura di esporsi,hanno paura di dire ql che pensano, perche8 se dici una cosa che gli altri nn dicono o pensano a volte vieni considerato un diverso ..a volte devi mentire anche per arrivare a un successo.. perche8 quando si cresa una bugia di conseguenza se ne dire0 subito un’altra, cos’ si crea un groviglio di bugie dalle quali nn si riesce pif9 a venir fuori.. io cerco di essere il pif9 sincera possibile, cerco di dire sempre ql che penso, anche se a volte mi capita di mentire credo che ql che dice il dr.House sia giusto e vero (anche se lo dice in maniera un pf2 brutale), tutti cercano di nascondersi dietro una cosa, una bugia, per evitare di essere scoperti.
Gentilissimo Nicoletti, la seguo con piacere a Melog e posso vantarmi di essere un suo estimatore; ascoltarla è un piacere e trapela l’enorme bagaglio di conoscenza e un’invidiabile padronanza della lingua purtroppo purtroppo sempre più rara. Davvero complimenti. Mi permetta però di invitarla a lavorare foneticamente sulle sue “esse” sostituite sistematicamente con delle povere zeta. Non voglio insegnarle nulla ma le persone non sono perzone, gli orsi non sono orzi e forse… non è forze. La prego, un’impennata d’orgoglio a riguardo la renderà ancora più godibile. Mi prometta che ci penserà. Grazie Fausto
Caro Nicoletti sono alla sua ricerca da un paio di settimane attraverso le più svariate peripezie amicali. Sono un caro amico di Franco Bomprezzi con cui ho fatto battaglie nella direzione nazionale della UILDM e vorrei poterle inviare il libro di una cara amica che ha il figlio autistico della stessa età del suo Tommaso. Il figlio Antonio è raccontato dalla madre Maria Gtazia in tante pagine di estremo interesse. ” Antonio allo specchio ” , questo è il titolo sarà presentato a febbraio in un programma della RAI 3 Sardegna da Tonino Oppes . Posso avere un suo recapito civico , mail o telefonico ? Grazie Antonio Giuseppe Arcadu
Simpaticissimo e gradevole Nicoletti. La mattina prestissimo faccio delle lunghe camminate e ascolto la riedizione di MELOG, e mi dispiace non poter intervenire.
Lei riesce a catturarmi sempre con i suoi argomenti, è di una bravura diabolica. Lei si è definito cinico e malvagio; magari forse un pò spocchioso si, lo è, ma se lo può permettere. E’ bravo.
Inoltre mi piace la sua indifferenza per i politici.
Vorrei, mi piacerebbe molto ascoltare una sua puntata di Melog disquisitiva sulla modestia, sulla’argomento della possibilità di autodefinirsi “Bravo”
Io per esempio credo di esserlo. Sono un pittore e ho postato su FB un’affermazione del tipo:…io non sono presuntuoso, sono semplicemente Bravo. Forse perchè la fase del GNOSCE TE IPSUM è dietro le mie spalle. Grazie Nicoletti
Buongiorno, sono Elena e sono un tecnico della riabilitazione psichiatrica. Da anni lavoro in una struttura residenziale per perone adulte con autismo. Insieme alla mia amica e collega Simona abbiamo creato LIA (Laboratorio Interventi Autismo) e ci occupiamo di consulenze psicoeducative a famiglie o strutture care givers di persone con autismo. Il nostro progetto però è principalmente focalizzato su un libro, uno strumento per genitori ed operatori, in cui stiamo tentando di raccogliere le esperienze che abbiamo avuto, le strategie che secondo noi hanno avuto successo, le nostre riflessioni. Parallelamente abbiamo iniziato un percorso di confronto con altri operatori, associazioni di genitori, per migliorarci, capire, approfondire, nell’ottica che in questo lavoro nessuno ha la ricetta e solo una rete di competenze può dare risultati, dare un miglioramento alla qualità della vita, vero obiettivo della riabilitazionione.
L’idea è di creare una banca dati, una rubrica, di professionisti, strutture, attività nell’ottica di un disability management efficace e in continuo aggiornamento.
Noi crediamo nella rete, noi vogliamo una rete.
Saremmo liete di un confronto, di uno scambio.
Elena
Gentile Dr. Nicoletti,
ho letto con grande commozione l’articolo che parla di suo figlio.
Mio figlio Emanuele ha una forma di autismo (precisamente sindrome di Asperger) che nell’infanzia era accentuata, mentre dopo le cure della Dr.ssa Lesmo di Milano (basate sul protocollo DAN) è migliorato moltissimo.
Se mi fornisce il suo indirizzo e-mail, le racconto di cosa si tratta.
Anche se i detrattori rifiutano di riconoscerlo, so che il protocollo DAN in alcuni casi è riuscito a far parlare ragazzi autistici che prima erano muti.
Non voglio darle delle false speranze, ma la dottoressa in questione (controlli sul suo sito Internet) non è una ciarlatana, e mi sembra che valga ben la pena provare.
Spero che questo messaggio le giunga, e di poterle dare maggiori delucidazioni.
Nella speranza di leggerla al più presto, invio cordiali saluti.
MIRELLA ZANINI
VIA TORRICELLI 201 NICHELINO TO
CELL. 320-1579884
Faccio parte di un centro culturale che da 37 anni organizza iniziative a Brescia. Avrei il piacere di parlarLe in merito ad un’eventuale presentazione del Suo libro.
Cordialmente.
caro gianluca,forse già lo conosci. mi piacerebbe che vedessi il film ” il giardino dei suoni” di nicola bellucci. racconta la storia del mio amico svizzero cieco wolfgang fasser , musicoterapeuta che vive e lavora nei boschi del casentino, oltre che in africa e in molti ospedali d’europa. recentemente abbiamo scritto un libro insieme sulla “sua”africa . niente miracolismi: esperienza diretta,studio, ascolto e una passione gioiosa e amorosa. io ne ho una copia, se mai tu volessi.
scusa questa irruzione, ma..anche io sogno di parlare con te.non ho altro modo di raggiungerti. zia celeste
Gentile Sig. Nicoletti sicuramente sarà già al corrente di una app fatta da Vidiemme per persone con problemi di autismo.
Non ho specifiche conoscenze in materia e non ho un cell in grado di utilizzare le app, ma forse le potrà interessare il link sotto scritto che ho ricevuto via mail .
Cordiali saluti
Adriana Servida
http://mailing-accounts.vidiemme.it/1JEBBG11UMLXVI6QMNO4/newsletters/5MCBXR6RU8FEU0BRW0H7/VCGXG5HHQIJT9TXKA190/dicembre_2010//images/header.jpg
La ascolto spesso in radio che nella mia auto è sempre sintonizzato su radio 24. Ho sempre apprezzato la sua professionalità e sapevo di Tommy. Conosco il difficile problema della gestione di un ragazzo disabile in famiglia, nel turbine della tempesta ormonale, per vicende che hanno coinvolto persone a me care. Ho scaricato il suo libro ieri sera dopo aver sentito la sua intervista a Verissimo e l’ho letto tutto d’un fiato. La prego di non mollare, di lottare per questo progetto, per dare voce a chi non ce l’ha, a chi non ha le sue parole, la sua arte di combinarle. Non ho una professionalità che possa aiutarla, ma sentivo il bisogno di esprimerle il mio sostegno, di ringraziarla per la sua autentica sincerità, priva delle solite stucchevoli ipocrisie. Auguri.
Gentile Gianluca Nicoletti,
la faccio breve, Lei, dotato d’intelligenza e amante degli animali, capirà il “sodo”. Vivo in campagna, animali d’affezione in questo momento gatti e basta (ho avuto cani, cavalli). I 3 che vivono per lo più in casa godendo del giardino quando io ci sono stano bene. Quelli fuori stano altrettanto bene, sono in media 3 o 4. Da un paio di giorni 2 dei più mansueti sono spariti, femmine, di cui una ben in carne. Oggi è Pasquetta, vuoi dire che la crisi riporta anche queste “vecchie” abitudini? Condite con olive e capperi? Qualora dovessero tornare sarà mia premura aggiornarla. La seguo puntualmente a Melog.
MR
scusa margareta ma invece di perdere tempo corri a cercare i 2 poveri gatti, che non siano rimasti chiusi da qualche parte e non pensare a come qualcuno li abbia potuti cucinare….
ciao gianluca,ho da poco conosciuto la tua storia e ti ammiro x la forza ed il coraggio che hai nell’affrontarla.un abbraccio forte forte a te e al tuo piccolo grande uomo. irena
stimato Nicoletti, l’ho sentita commentare sul possibile rapporto tra vaccinazioni ed autismo.
Lei sembra convinto che si tratti di ciarlatanerie, ma, se vorrà approfondire, constaterà la serietà e la preparazione di chi indaga e ricerca in questa direzione.
se posso, Le suggerirei di leggere libri ed altro del dott. Roberto Gava ad esempio….
conosco siti assolutamente interessanti, quali “comilva” ecc….
con i migliori auguri di bene, renzo c.
avrei piacere di poterla contattare personalmente, lavoro con ragazzi autisitici e vorrei potermi confrontare.
andrebbe bene anche una mail
grazie
cristina
Caro Gianluca,
scusami se ti do del tu, ma condividendo lo stesso problema mi sento di farlo.
Tu sei un papà, io sono una nonna.
Ti devo dire che il tuo libro mi ha colpito in maniera particolare per la sincerità, la schiettezza, la naturalezza e la delicatezza con cui parli del problema, nonché, e soprattutto, per l’amore e il coraggio con cui lo vivi.
Condivido pienamente i tuoi sentimenti e vorrei abbracciarti per farti sentire quanto li sento miei.
Miei e anche nostri.
Di mia figlia e del marito che con la tua stessa abnegazione e il tuo amore si dedicano a Christian, che ora ha 13 anni, ed è un ragazzo sviluppato e perfetto nel fisico e bello, così come il tuo, tant’è che io lo chiamo il mio bronzo di Riace.
Devo dire che dopo la scoperta del problema, nelle mie notti insonni, i miei pensieri navigavano per mari che poi, al giorno, risultavano infruttuosi.
Che ti devo dire, lo sai benissimo, su questi mari non si pesca mai nulla o quasi, se non l’indifferenza, gli sguardi commiserevoli ed insegnanti di “sostegno” che non sono sostegno.
Consapevole di tutto questo, ho sempre pensato che bisognerebbe fare una grande campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, nonché delle strutture sanitarie che dovrebbero occuparsi del problema, nonché di chiamare l’attenzione del Ministero della Sanità e degli organi sanitari nazionali e mondiali perché anche loro puntassero gli occhi, la mente e soprattutto il cuore e scendessero in campo con tutti gli strumenti necessari per dare tutto l’aiuto possibile ai ragazzi e alle famiglie, nonché per avviare una ricerca a largo spettro sul perché e sui perché di questa patologia che sta assumendo proporzioni gigantesche.
Ora io mi voglio aggrappare al tuo “pensiero” e dare il mio contributo.
Diamo voce ai nostri ragazzi, diamo voce ai loro timidi e teneri “SCI” affinché siano un armonioso ed amoroso coro di tanti “SI”.
Ti mando questa mia poesia e ti sono vicina.
IO E TE
Io e te,
mano nella mano,
in una danza
che nessuno sa
danzare,
e nel vento può
rubare,
nel canto del mare.
Io e te,
mano nella mano,
su quel sentiero
in un verde lontano,
io e te, a passo lieve,
e senz’orme
su un campo
di neve.
Io e te
e il mondo,
in un girotondo
di gioie e di emozioni;
né schiavi né padroni,
ma mille arcobaleni
silenziosi e colorati
in un cielo
senza velo.
Io e te,
su quel sentiero,
non più così lontano;
forte la nostra mano,
in un abbraccio,
omaggio
ancoraggio
alla Vita, all’Amore.
E sempre e ancora io e te
in quella danza
che nessuno
sa danzare,
e né il vento può rubare,
né il canto del mare.
Amalia Pellegrino
viale del Lido, 24
00122 Ostia Lido – Roma
tel. 06.56304776
cell. 349.3107537
RICERCA MOLECOLARE SULL’AUTISMO: UNIVERSITA’ DI NAPOLI Gentile Dott. Nicoletti, desidero informarla che a Napoli, il ricercatore Dott. Dario Siniscalco, (darioin@uab.edu oppure dario.siniscalco@unina2.it)del Dipartimento di Medicina Sperimentale della Seconda Università di Napoli si sta dedicando “full time” alla ricerca molecolare sull’autismo. La tappa finale della sperimentazione sarà il trapianto di staminali autologhe mesenchimali(che hanno la proprietà di trasformarsi in staminali neuronali) nei soggetti autistici. Per portare avanti questa sperimentazione ci vogliono fondi. Se fosse possibile aprire la raccolta fondi da TELEFONO FISSO e CELLULARE per l’equipe di Dario Siniscalco della Seconda Università di Napoli per l’utilizzo di cellule staminali neuronali nei disordini dello spettro autistico, sarebbe un aiuto fondamentale per accelerare l’iter di queste ricerche che procedono con grandi difficoltà economiche.
Tramite telefono si fanno raccolte di tutti i tipi, ma ancora oggi non sono riuscita, nonostante tante promesse dei ns. favolosi politici, ad aprire questa raccolta per l’autismo.
SOSTENITRICE di tale ricerca è anche l’Associazione CANCELLA AUTISMO ONLUS di Firenze tramite bollettino postale (c/c postale n. 001002180907)o bonifico bancario intestato all’Associazione Cancella Autismo ONLUS codice IBAN:
IT47S0760113800001002180907 indicando nella causale “RICERCA CELLULE STAMINALI”
Lei,con la possibilità di rendere visibile questa problematica che colpisce 400.000 famiglie italiane, potrebbe operarsi in merito e far partire questa raccolta di fondi, basilare per Dario Siniscalco e la sua ricerca. Su Internet c’è tutto.
Basterebbe 1 MISERABILE EURO moltiplicato le 400.000 famiglie per dare una speranza a questi bambini e ragazzi afflitti da questa sindrome. Sperando che Lei legga questa mail, con grande stima nei suoi riguardi, Le porgo cordiali saluti. Liliana Carrano
VoRremmo la presentazione del tuo libro a Rivalta o Orbassano, come possiamo muoverci? Sei disponibile ? Mio nipote e’ come Tommy, abbiamo gia’ organizzato eventi (es. Con il Gastronata Davide Paolini, che ben mi conosce come pasticcere) mi piacerebbe farla per sensibilizzare la gente e per mettere a confronto le famiglie con questo problema.Se la cosa non e’ fattibile fammelo sapere.Tuo fedele ascoltatore (dai tempi dellaRAI) Marco.
Ovviamente fammi sapere anche se e’fattibile! Grazie, Marco
https://www.youtube.com/watch?v=HWzHWw6yw4M
non voglio commentare soltanto se puo curiosare su youtube i video del DOTT. MOZZI PIERO
IO LO TROVATO IN PRINCIPIO BIZZARRO MA POI COL PASSARE DEL TEMPO HO CAMBIATO IDEA.
SALUTI ANCHE A TOMMY
VOLEVO FARE UN SALUTO A GIANLUCA NICOLETTI PER IL QUALE HO UNA GRANDE STIMA.
HO SEMPRE PENSATO ( E CONFERMO LA COSA)CHE FOSSE UN UOMO E UN GIORNALISTA SCHIETTO,CONCRETO,REALISTA,UNO CHE INSOMMA NON HA PELI SULLA LINGUA.
DEVO PERO’ AGGIUNGERE CHE CON L’INTERVISTA CHE HA CONCESSO IN TV,NELLA QUALE HA PARLATO DELLA SUA VITA PRIVATA,HA MOSTRATO LA SEMPLICITA’ DISARMANTE DELL’AMORE SINCERO CHE UN PADRE HA VERSO SUO FIGLIO.GRAZIE
CIAO CORDIALMENTE FABRIZIO.
Caro Gianluca,
ti giro link di quanto ho scritto tanto tempo fa.
Un forte abbraccio da un “papà” come te.
http://www.genitoricontroautismo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=243&Itemid=96&lang=it_IT
<gianluca, scusi la mia poca dimestichezza con i moderni mezzi di comunicazione.
per ragioni che le spiegherò se vorrà contattarmi, sono stato inserito in un piccolo gruppo di supporto e parere di una persona che è interessata a donare una consistente somma per la costruzione di una struttura per persone con sindrome autistche. non vorrei dare pareri sbagliati e le sarò grato se vorrà suggerirmi dove reperire materiale e informazioni allo scopo. buon lavoro P. Zannirato
Caro Gianluca, ho appena terminato di leggere (tutto di un fiato) il suo libro su suo figlio. Con queste poche righe voleve esprimerle la mia solidarietà. Io sono uno di quei “parcheggiatori” di cui Lei ha parlato nel suo scritto (insegnante di sostegno presso una scuola media). In questo periodo sto lavorando con il mio “ragazzone autistico” che si chiama anche lui Tommy (12 anni e circa 85 chili). Non sto a riferire le enormi difficoltà che comporta il mio lavoro (che Lei indubbiamente conoscerà) all’interno di una struttura che, nonostante tutte le carenze, è una delle poche che riesce in qualche modo a dare un piccolo aiuto a situazioni difficili come la sua.
La saluto con stima
Stefano
P.S.
Se volesse passare alcune ore con la sua signora in libertà e senza preoccupazioni, a Tommy …. ci penso io.
G.Le Dott.Gianluca Nicoletti,
Le scrivo perchè sono alle prese con il suo ultimo testo sulla storia di Tommy, ancora non ho terminato di leggerlo ma sono quasi alla fine. Sono una professionista che si occupa di problemi che riguardano la salute mentale, e nel suo libro tra le altre cose, mette in luce molti elementi di criticità in merito ai professionisti che lavorano e si occupano di coloro che soffrono di patologie come l’autismo. Mentre leggevo il suo testo mi è venuto in mente di consigliarLe, se mi permette, un testo molto interessante e di estrema competenza nel lavoro con bambini autistici. Se le può far piacere le indico i riferimenti: Marie Christine Laznik – “Con voce di Sirena, Storie di bambini autistici,di bambini troppo sensibili e dei loro genitori” Editori Internazionali Riuniti.
Inoltre ammetto che mi piacerebbe molto avere uno scambio con Lei, a partire dal suo testo e dai problemi che solleva.
Grazie
Simona N.
Buongiorno Gianluca, mi chiamo Stefano Pedrocchi e sono il direttore di una cooperativa sociale che si chiama Sottosopra e lavora nel territorio dell’alta valle Seriana in provincia di Bergamo. La nostra coop. si occupa prevalentemente di servizi rivolti a perosne con disabilità e minori e famiglie. Il prossimo 06/07 organizziamo una giornata di festa il cui ricavato andrà ad un progetto che da tempo stiamo cercando di realizzare, costruire una comunità alloggio per persone con disabilità e due appartamenti per bisogni di sollievo-pronto intervento e autonomia. Ci piaceva l’idea all’interno della festa o anche il girono prima di fare un momento di riflessione evitando però convegni e seminari, l’ipotesi era quella di presentare un libro che in qualche modo incrociasse il tema della fragilità e abbiamo pensato a lei e al suo libro. Cosa ne pensa?
Possiamo sentirci?
Aspetto sue notizie
Buona giornata
Stefano
Buongiorno, accetti una mia doverosa e sincera stretta di mano, che vorrei fare fisicamente, “ripulita” da qualsiasi traccia di perbenismo pietoso, stracolma di rispetto e affetto.
Un papà, un collega.
Gent.mo Sig. Nicoletti,
Le scrivo su indicazione di Sonia Zen, presidente di ANGSA Veneto.
Insieme a Sonia, Benedetta di Novara, i Vespa Club d’Italia ed alcuni amici stiamo preparando la 2^ edizione del GIRO D’ITALIA IN VESPA – L’AUTISMO SALE IN VESPA.
La 1^ edizione era rivolta alla raccolta fondi per la realizzazione di una casa diurna per soggetti autistici a Biella, città in cui abito.
La 2^ edizione vuole essere, invece, lo strumento per coinvolgere più persone possibili e attirare l’attenzione a livello nazionale sul grave problema.
Io non sono “colpito” direttamente dal problema ma vivo i vostri problemi tramite amici genitori di ragazzi autistici.
Le scrivo perchè vorremmo “colpire” l’opinione pubblica nazionale con conferenze, incontri, interviste e quant’altro possa servire per la divulgazione della patologia.
Non sto a dilungarmi più di tanto: informazioni sul nostro conto le potrà trovare sul sito indicato e su you tube oltre a sentire le persone indicate.
NOI ABBIAMO BISOGNO DI LEI
Può trovarmi all’indirizzo mail o al n° tel. 338 2600751.
Speriamo che, almeno Lei, ci ascolti.
Un cordiale saluto
AUGUSTO GAUDINO
Via Trento, 20 Biella