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Il Museo dei Pensieri
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MUSEO DEI PENSIERI
Il museo dei pensieri non ha un preciso indirizzo, nemmeno un luogo fisico definito
in cui sono esposti i suo reperti.
Il museo dei pensieri è ovunque si depositino
oggetti mentali.

5 Commenti a “Il Museo dei Pensieri”
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È ora di finirla con questo nichilismo terminale gratuito.

Da sabato sera non posso più dire che questo governo non ha dato niente a l’Italia, sono stato mangiare in una disco normale del veneziano, costretto… da due amiche super sexi, (purtroppo solo amiche), all’inizio della serata siamo stati allietati da delle odalische (ballerine lap dance), poi ogni quindici minuti le stesse ballerine passavano per i tavoli vestite da infermiere super sexi o in latex con frustino e manette, sfortunatamente si sono sempre “accanite” solo con il bello della compagnia,che ha già una ragazza bellissima, e il tutto con sottofondo un disco che ripeteva “Bunga bunga si, bunga bunga no….”
Ciao
Vittorio P.
Ps: prima o poi ti invierò il mio libro infame…..
Detestiamo chi spezza le consuetudini, chi mette in dubbio ciò che è ritenuto valido, chi accende la miccia nel nostro cervello, chi rivendica la centralità dell’emozioni. Il nostro contesto sociale è un umana e misera esigenza di appiattimento inaridendosi togliendo l’amore il rispetto per gli altri e per noi stessi
Pubblica, troppo pubblica questa mail che Le scrivo.
Ma c’è un’opportunità che potrebbe (forse) realizzarsi:
l’incontro tra due uomini, di notevole spessore intellettivo, professionale, reso ancor più solido da una profonda radice morale, capace di renderli “socialmente anomali”.
No, non mi sbaglio. Se mai sarà interessato, non esiterò a comunicarLe nome e cognome (cosa che non mi sento di fare adesso, qui ed in uno spazio pubblico).
Eppure mi son detta: “Questi due, assieme, sarebbero capaci di realizzare un capolavoro.”
Saluti.
p.s. non posseggo blog, nè facebook, nè twitter.
Sara
CHE COS’E’ LA TIRANNIA?
E’ UN MOSTRO CHE SI CELA DIETRO LA MASCHERA DELLA DEMOCRAZIA.
Parlano di “semplificazione amministrativa”mentre nella realtà (oggettiva), le maglie della burocrazia si stanno estendendo sempre di più stritolando persino il buon senso delle persone.
Il dramma è ancor peggiore quando è il medesimo impiegatuccio/ccia a lasciarsi plasmare l’atrofico cervello dribblando ogni “rogna” burocraticamente. A loro, figli ed affiliati di quel mostro “sconosciuto” farei aspettare i canonici 90 giorni prima di “evadere” (terminologia cara agli addetti) al gabinetto!
p.s. stasera la veemenza della sfogo è tutto mio (e vostro).
Già a breve i miei pensieri volgeranno ad altro.
Il sogno è tutto ciò a cui mi aggrappo: non ho intenzione di rimbecillirmi per altri anni in una pubblicissima amministrazione, anche perchè sarà lo stesso mostro anonimo a divorare i suoi meschini.
PASSO E CHIUDO.
“…e dopo la pazienza di servirti troveremo un uomo”.
L’ho scritto nel diario dedicato alla nascita del mio primo nipotino e primo figlio di mia figlia. Ma la vita ora è un’altra cosa rispetto ai progetti e ai sogni e al mio desiderio di raccontare favole. Filippo è stato al Besta, e dal Besta la sentenza di una malattia metabolica mitocondriale ancora senza un nome e non si sa se lo avrà un nome su cui fare riferimento per una cura. Non si sa nemmeno come evolve e io sto impazzendo perchè non riesco a immaginare cosa sarà Filippo. E non riesco a immaginare il dolore di mia figlia, che vorrei controllare, vorrei che fosse mio, tutto mio e non suo, mai suo. So che sopravviveremo, ma come? E quando ricominceremo a vivere sentendo di nuovo il nostro respiro? Io il mio non lo sento più.
Teresa.