Sollevare femmine

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ATTENZIONE NON ESEGUIRE QUESTE TECNICHE PRIMA DI AVER LETTO ATTENTAMENTE QUESTO LINK!!!

Mi piace sollevare le donne. Non tutte in assoluto, non sempre, non necessariamente quelle che mi sono amiche, familiari, congiunte. Dirò che nella maggior parte dei casi sollevare chi già conosco rappresenta un’ eccezione.  Sto pensando che mi sarebbe piaciuto sollevare tante persone che invece ho troppo appesantito, ma chissà perchè non l’ ho fatto…Me ne pento davvero tanto!

Sollevo piuttosto chi ho visto per la prima volta  da pochi minuti,  che nella maggior parte dei casi non vedrò mai più in vita.  Non attribuisco al gesto nessuna valenza erotica, nessun desiderio di promiscuità, contatto fisico ecc ecc. Il sollevamento della femmina potrei definirlo piuttosto maggiormente assimilabile a una pratica ascetica.

Si tratta solamente di un’ improvvisa  e dirompente gioiosa uscita dal mondo. Mi spiego meglio: il primo effetto concreto è immediatamente dopo l’ atto del sollevamento, prendere quella persona sulla spalla, aggiungendo il suo peso al mio, mi annulla improvvisamente ogni gravità nell’ istante in cui la rimetto a terra.

Mentre il sollevamento avviene invece avverto una sensazione di scoppiettante e ilare allegrezza. Non saprei dire se l’atto mi ispira perchè metaforicamente mi piacerebbe sollevare ogni donna, dalle afflizioni, dalle tristezze, dal grigiore e prenderla su una spalla è la maniera più efficace per manifestare questa mia aspirazione.

Forse mi piace pensare che sono per quella persona una spalla potente, mi piace far vedere che sono forte, mi piace sentirmi un centauro che rapisce una naiade.

Non ho che documentazione recente dei miei sollevamenti. Ho iniziato a conservare foto di sollevamenti estemporanei a colleghe con cui lavoro volentieri e a cui ho offerto il sollevamento come suggello di gratitudine per rendermi sereno anche lavoro con la loropresenza.


L’ ultimo sollevamento in ordine di tempo è stato sicuramente il più irresistibile e audace. Ho conosciuto la fantastica Alessandra in un museo pieno di sante reliquie dove era venuta per intervistarmi sulle modificazioni della carne.

Il contesto mi aveva ispirato a un sollevamento che trovai poeticamente eccelso. Alessandra, quando le manifestai la mia intenzione e le annunciai che stavo per sollevarla, mi rise in faccia perchè pensava che scherzassi, vedendomi in realtà come ometto intimidito di fronte a lei fantastica gigantessa da regno delle favole.

Invece la presi su come fosse una piuma , come Pollicino avrebbe potuto prendere in braccio per gratitudine l’orchessa, che per salvar lui la vita arrivò a ingannare il consorte famelico.

La sollevai senza sforzo e senza nemmeno accorgermi dei 90 kilogrammi che lei mi dichiarò con sublime civetteria mentre già svolazzava altissima.
Fu la più intensa delle mie sollevazioni, quando la posai mi parve per un attimo di poter volare

DA QUI VEDI TUTTO L’ EVOLVERSI DELLA SOLLEVAZIONE

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Il sollevamento di Alessandra che qui sotto documento con un estratto video ha rappresentato il punto di svolta di quella che era solo una sporadica boutade. Sto riflettendo a un’ azione, preordinata e circoscritta nel tempo,  di cui il sollevamento rappresenti il concetto ispiratore e il testo della narrazione. Le parole chiave sono elevazione, corpo, leggerezza, sorriso femminile, forza, vertigine. Ci sto pensando!!!

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4 Commenti a “Sollevare femmine”

  • Fabrizio Gulli:

    Che dire se non fare i miei più sinceri complimenti! Ha saputo associare con tanta maestria lo sforzo fisico al piacere! Non è facile affatto! Certo sollevare femmine in stato depressivo forse è un tantino più difficile e forse meno piacevole ma a volte purtroppo può esser necessario! Buona notte.

  • angela dipi:

    Delizioso, svagato, dicotomico “baciamano”.
    Una prova di forza (più psicologica che fisica), quindi un’attestazione che suona quasi come una sfida e allo stesso tempo come delicatezza più fragile e bella di un gelsomino. Mi chiedo se questa necessità non si palesi solo con le donne che intuisci essere molto forti. Quelle, mi è parso di intuire, che attivano maggiormente i tuoi sensi (attenzione, non parlo di attrazione erotica). Forse cogli una fragilità interna che le donne in superficie deboli mai hanno. L’immagine però mi ha colpita, perché leggendoti avevo pensato ad un sollevamento più etereo, mentre quello che vedo d’impatto mi ricorda gli uomini delle caverne, che sollevavano le loro donne e se le portavano sulle spalle come semplice manifestazione di forza rispetto a loro. Probabilmente in tutto ciò c’è anche il bisogno di attestare una forza di cui a volte ti senti privo. E per questo motivo con lo sforzo c’è il sollievo.

  • stefano:

    mi hanno appena operato di ernia inguinale, due settimane fa. l’esperienza delle sollevazioni mi ispira e ora piu’ che mai mi piacerebbe mettermici a confronto. e’ terribile invece quanto sia in pratica irrealizzabile e lontana anni luce dal manifestarsi realmente, almeno per ora.
    ma c’e’ speranza per il futuro.
    la sollevazione logora chi e’ appena stato operato di ernia.

  • rossella:

    Tra il ludico e lo sconcertante , sicuramente provocatorio .Piacevole la non selettività dei pesi e l’estensione del gesto a tutte le femmine anche corpose : generlizzazione che esalta il concetto .
    Ma non sarà che , inconsciamente, le vuoi tutte così come pure le vuoi subito scaricare ?
    :) )

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Mi sento in dovere di dirti che la maggior parte delle parole di cui parli non esistono nella lingua italiana, me le invento così a braccio… Non che sia fondamentale la condivisione lessicale, ma la vaghezza del parolibrismo turba e seduce in quanto sghemba sberleffica deriva dal tiepido parlar per sentito già dire.