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LE TROMBE DEL FARAONE

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La tromba di Tutankhamon annuncia l’apocalisse televisiva

Il mito metropolitano delle trombe del Faraone è uno dei risultati più sorprendenti dell’interazione tra radio e rete. È legato a un suono di trombe pescato  nella rete e trasmesso per alcuni giorni alla radio come contrappunto ironico alle critiche sul quotidiano televisivo. La tromba conica d’argento che accompagnava il faraone Tutankhamon in battaglia e nelle parate militari fu ritrovata dall’archeologo inglese Howard Carter nel 1922. Ora è conservata nel Museo del Cairo. Solo una volta fece riudire all’uomo moderno la sua voce, nel 1939 di fronte ai microfoni della BBC. Solo una volta, poi si è rotta per sempre, non prima di aver fatto bloccare per alcune ore gli impianti dell’emittente inglese. Da allora si pensò bene di far sparire la bobina della registrazione che nessuno, tra l’altro avrebbe mai potuto ripetere.

la tromba suonata alla BBC

Tutto tranquillo fino a che con l’avvento dell’Internet un certo signor Han van den Berg ha pensato bene di mettere in rete il suono delle trombe in un sito [1]dove ne raccontava la singolare storia con foto e citazioni. La tromba del Faraone più menagramo  della storia dell’antico Egitto ha continuato a far sentire la sua voce. Per una straordinaria opera di mummificazione cibernetica è ancora oggi possibile ascoltarla via rete. Non potevo certo fuggire alla tentazione di rilanciare alla radio in tutta la sua nefandezza il sinistro suono che accompagnava l’esercito vittorioso del Faraone e ora nell’  Internet sopravvive subdolo come un virus. Dopo un mese di trombazzamenti vari ho dovuto smettere perché la leggenda era andata oltre i limiti: centinaia di messaggi mi avvertivano del potere del suono di provocare disastri informatici come bloccare i computer che lo riproducevano. Da personal casalinghi che si piantavano al suono delle trombe o, peggio ancora, si autocancellavano l’hard disk, a interi centri di calcolo di università e biblioteche che si fermavano per ore perché qualche studente vi aveva immesso il file wave[2] delle trombe.

Si trattava di un suono elettronico aspirato dalla rete, ma molti lo invocavano quotidianamente come vindice e distruttore strumento capace di abbattere i bastioni della Gerico catodica. La mattina che facemmo ascoltare per la prima volta un’ innocente strombazzatina di pochi secondi non avremmo mai immaginato di aver determinato la fulminea nascita di un mito metropolitano che azzerammo solo dopo un paio di mesi per le troppe proteste di chi attribuiva a quel suono i terribili poteri iettatori.

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Siamo due studenti universitari e abbiamo constatato come la tromba di Tutankhamon porta effettivamente sfiga: quando abbiamo scaricato il file che riproduce il suono della tromba è andata in tilt la workstation su cui stavamo lavorando, poi quella vicina e così tutto il centro di calcolo della facoltà di ingegneria della unviversità “La Sapienza”…

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In effetti in quei giorni i quotidiani avevano dato notizia di un inconveniente simile; non saprò mai se chi mi scriveva avesse provocato il blocco con o senza trombe o avesse piuttosto sfruttato la notizia per alimentare il mito della tromba del Faraone che era rimbalzato in vari quotidiani  e di cui si cominciava a parlare con preoccupata insistenza negli ambienti giornalistici.Sembrerà paradossale, ma è proprio dai colleghi, alcuni anche con responsabilità di vertice in testate importanti, che ho ricevuto le preghiere più accorate di chiudere con la consuetudine di trasmettere le trombe alla radio tutti i giorni per poi raccogliere informazioni sui  presunti effetti.

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Caro dr. Nicoletti,

premesso che non ritengo che un audio-file possa interferire con il mondo reale, vorrei comunque sottoporre all’attenzione pubblica la mia giornata di venerdì scorso (07/10/97): ore 16:00, ascolto delle trombe!!! – ore 17:00, uscita dall’ufficio – ore 17:15, si è spezzata l’antenna del cellulare – ore 18:00, autobus assenti, con conseguente inzuppamento a base di acqua piovana – ore 18:30, ritirata automobile dal meccanico – ore 19:00, la stessa si è fermata sotto l’acqua – ore 19:05, nel tentativo di farla ripartire, si è totalmente scaricata la batteria (appena ricaricata) – ore 19:15, ri-assorbimento totale acqua piovana…

…beh, tutto ciò potrebbe “estendere” l’effetto delle trombe dal mondo “virtuale” dei computers a quello reale (sottolineo reale). Si potrebbe tentare di produrre un “antisuono” dall’effetto antisfiga? Grazie, e distinti saluti.

SERGIO

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A causa della enorme quantità di messaggi che arrivano sull’argomento, le lettere testimonianti iatture e disastri sono state raccolte in un apposito spazio nel sito Internet ed evidenziate da una marcatura speciale che riflettesse i valori ponderali dell’effetto delle Funeste Trombe, per cui era stata scelta come “unità di misura” l’MDG Mano Di Golem, ovverosia il talismano necessario a scongiurare l’antico anatema. Altro non era che la mia mano nel gesto delle corna passata allo scanner e animata da una luce verdolina e pulsante. La proponemmo come pagina rigeneratrice dei computer infettati dalle trombe fornendone la versione zip[3] da poter scaricare e usare come salvaschermo.

Presto i giornali come detto avevano cominciato a diffondere la notizia del mito metropolitano da noi creato e la nostra posta elettronica cominciò di conseguenza a ricevere sempre più messaggi che autoconfermavano la sinistra fama del suono delle trombe:

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La settimana scorsa mia figlia (insieme alla quale spesso viaggio all’interno di Internet) mi parla con entusiasmo di certe trombe (che non intendo neppure nominare, ed al cui solo pensiero mi trema il petto!!) avendo trovato la cosa molto spiritosa ed originale.

Siccome sono curioso (purtroppo) ed avendo saputo che si tratta di una “chicca”, di una rarità ecc. ecc., ho visitato il “sito” di Golem su Internet e, nonostante le strane proprietà delle tr…, da Lei descritte nelle linee generali e fatte scoltare via radio, ritenendo che si trattasse di una sorta di “scherzo” ho ascoltato d i r e t t a m e n t e ciò che non avrei m a i dovuto…!!!!! Risultato:

due giorni dopo il computer di casa si blocca!! Penso si tratti di qualche piccolo guasto ma, invece, è andato distrutto l’hard disk con tutto il suo contenuto di memoria. Praticamente il pc è morto… Concretamente è andato perduto il lavoro di due anni, con indirizzi, programmi, configurazioni e tutto quanto era immagazzinato in 850 (diconsi ottocentocinquanta) selezionatissimi megabytes di memoria!!! A parte il costo, neanche trascurabile, di un nuovo Hard disk (430.000 Lire!!), ora bisogna rimettere in piedi t u t t o !!!

In conclusione (e mi scuso se sono stato troppo lungo, ma…) vorrei chiederLe due cose: – di togliere dal suo sito le tr…; oppure, quanto meno, di scrivere un avvertimento in caratteri cubitali sul grave rischio per chiunque si accinga all’ascolto del micidiale suono.

GOLEMANIACO DISPERATO

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Avevamo messo  alla portata di tutti un temibile strumento di sventura che poteva essere impiegato in vari formati audio per infezioni in territorio nemico o messaggi minatori nelle segreterie telefoniche di ex amanti, suocere o colleghi fortunelli e lecchini. A chi poi fosse mosso dal detestabile e postumo pentimento per il male compiuto, ad esempio nell’Itranet della propria azienda, consigliavamo un uso intenso della citata “pagina di rigenerazione” per rimettere tutto nuovamente a posto. In pochissime settimane la vicenda delle trombe del Faraone è salita in vetta agli interessi dei golemaniaci, polverizzando qualsiasi altro argomento. Anche nelle nostre pagine web la discussione sulle cause e gli effetti dell’infestazione mistico-informatica si stava inesorabilmente mangiando tutto lo spazio.

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Caro Golem

Innanzitutto voglio informare tutti i golemaniaci che, pur avendo scaricato il “famigerato” programma che genera il suono della “temibile” tromba di Tutankhamon, non ho assolutamente riscontrato alcun problema di funzionamento del mio pc domestico. Escludendo che questa circostanza positiva (in realtà normale) sia imputabile al fatto che avevo scaricato, successivamente, anche l’amuleto di Golem, a cosa può essere dovuta? Innanzitutto guardiamo aifatti:

1)       il programma trumpet.exe (derivante dalla decompressione del file trumpet.zip) è un programma scritto per Windows 3.1 (è, cioè, a 16 bit);

2)       tutti i programmi funzionanti con Windows 3.1x sono generalmente eseguibili anche con Windows 95 o NT (ambienti a 32-bit) con un però: possono causare un’instabilità del sistema, soprattutto se i suddetti “prendono possesso” di periferiche o se vengono eseguiti contemporaneamente ad altri (sfruttandoilmultitasking,cioè);
3) il programma trumpet.exe prende il controllo della scheda audio!

3)       Da questo sommario esame, non ci si stupisca perciò se, occasionalmente, utenti i cui pc abbiano come sistema operativo Windows 95 o NT riscontrano blocchi di sistema, in sostanza, non attribuiamo a Tutankhamon ciò che deriva da una spiacevole coincidenza negativa dei fatti, magari aggravata dalla nostra indolenza! (diceva la mia nonna: chi è causa del suo mal, pianga se stesso…):->

Un sincero e caloroso saluto

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Naturalmente molti scherzavano stando al gioco, ma molti altri cominciarono già a suggestionarsi creando un singolare mix tra il supertizioso e il tecnologico cercando di individuare una sorta di gerarchia angelica tra i vari sistemi operativi per capire quale fosse difese più efficaci per combattere gli effetti del suono che oramai era dato per certo bloccasse e danneggiasse i computer.

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Caro Golem

Assolutamente inspiegabile. Ho speso giorni per configurare la scheda audio sul mio sistema Linux (un sistema operativo Unix, molto popolare come alternativa a Windows 95) ed ero soddisfatto del suo funzionamento… Oggi provo a scaricare dalla rete le famose trombe di Tutankhamon e… mi dice “No audio device”, cioè scheda audio assente. Ma se fino alla settimana scorsa funzionava che era un piacere!!! A questo punto, vista l’efficacia, propongo un utilizzo più sistematico della registrazione della tromba… che so, sostituiamola al clacson della macchina e strombazziamo a quelli che la mattina bruciano le code ai semafori… Idea per un forum: quale uso fareste delle trombe di Tutankhamon?

Ciao

MiRKO

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Si sono aperte dotte dissertazioni nei forum sulla vulnerabilità o meno dei vari sistemi operativi al suono virale. Qualcuno ha poi cominciato a usare la registrazione come deterrente sonoro da inviare via telefono a persone antipatiche, interi uffici si sono mobilitati in mail bomb[4] con la concorrenza, sempre a suon di trombe. Mi sono accorto che la cosa stava superando i limiti dello scherzo quando cominciavano ad arrivare messaggi che incolpavano lo strombazzamento via autoradio di tamponamenti e incidenti stradali vari. Si cominciarono a creare psicosi legate alle trombe circa malattie improvvise o sfortune professionali, quindi ho pensato bene, in accordo con la redazione, di bandire per sempre le trombe dal programma.

Il 12 dicembre 1997 fu fatta una complessiva puntata finale in cui dichiarai che ero stufo di sentirmi dire dai colleghi che erano costretti a toccamenti illeciti ogni volta che ci ascoltavano, i fanatici del culto delle trombe ne facevano al contrario una questione di resistenza attiva all’omologazione del pensiero affidata al vindice suono, altri volevano sostituire le trombe alla segreterie telefoniche, per altri aumentavano la produttività e le mandavano in sottofondo nel luogo di lavoro, altri le usavano come pungoli elettronici o bombolette antiaggressione portandosi dietro miniregistratori con il fatidico suono impresso nel nastro e sempre pronti a spararlo.

A Torino un manipolo di maniaci mossi da un’impietosa Hubris decisero di far suonare le trombe all’interno del Museo egizio dove esisterebbero reliquie familiari del faraone e pare addirittura la spoglia di una sua cugina. La performance fu seguita in diretta dalla torinese Radio Flash e rappresentò un’operazione psico-geografica di grande impatto, in pratica riallacciarono tutti i legami sottili tra la storia, la superstizione e la cyberleggenda. Come se seguissero in superficie un filo sotterraneo che li riportava alle fonti del mito, dei ragazzi sono quindi andati con un  registratore a suonare le trombe davanti alla statua quando il museo stava per chiudere, ma le poche persone presenti sentirono comunque il suono echeggiante nelle sale alla presenze delle vestigia familiari del faraone. Io rimandai alla radio stralci della loro diretta osservando che non poteva esserci epilogo più efficace della nostra leggenda che acoltare alla radio le trombe con la medesima sonorità ambientale con cui le ha probabilmente riascoltate lui stesso presente nei ricordi familiari e simulacri museali. Le tramisi insomma tali e quali come le hanno potute ascoltare la statua del faraone e la spoglia della cugina; ciò alla semplice lettura non può che sembrare la cronaca di una bizzarra amenità da intrattenitore radiofonico, ma per me è stata una fase di training indispensabile per abituare il pubblico a liberarsi da alcuni dei suoi più tenaci condizionamenti logici e a iniziare a far considerare la rete come luogo di incontro e trasformazione di ogni messaggio. Il luogo in cui è possibile spogliarsi degli abiti che determinano la nostra maschera personale e quotidiana e dare corpo e vita a un numero indefinito di potenzialità espressive e relazionali senza che il timore di un giudizio funga da elemento costrittore della creatività.

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Una cosa mi dà estremamente fastidio, quasi fisico, e mi toglie l’entusiasmo: la tromba di Tutankhamon; mi affascina e mi turba. Mio marito, novello iniziato ai segreti di Internet, sentendo la fonte della tromba si è collegato a tale sito ed io, una notte intorno alle 24, mentre leggevo il mio libro di C. Jacq L’affare Tutankhamon, nel silenzio della notte sento questo rumore tetro, sinistro che mi turba tuttora; non saprei spiegare, sta di fatto che l’indomani il computer è “saltato”, la marmitta ecologica della macchina si è rotta e la sera un “Golem” mentre stavamo fermi in macchina ci sfonda mezzo cofano. Coincidenze? può essere, ma quel suono lugubre di prima mattina no, per cortesia no! Senz’altro è adatto ai vari temi, ma cambi per cortesia il suono “golemico”.

Sempre con piacere da una sua affezionata ascoltatrice

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Questa singolare espansione di tecnomistica  mi ha dato la possibilità di comprendere una bizzara e spesso inconfessata attitudine a trasferire caratteri di umanità anche alle macchine con cui abbiamo quotidiane frequentazioni. L’essenza stessa del Golem-pensiero è proprio il tentativo di riuscire ad entrare nell’ottica soggettiva di una macchina creata dall’uomo perché possa sostituirlo in alcune delle sue attività, immaginando che per la macchina possa esistere una percezione di universo assimilabile alla nostra e che quindi osservando attentamente fenomeni singolari che interessano il mondo artificiale sia possibile per analogia acquisire informazioni su noi stessi.

Quello che nelle sue teorie cibernetiche Philip Dick[5] ha fatto espandere a livello di lucida allucinazione è in fondo un retaggio comunemente accettato da ogni utente di tecnologia e una riserva di caccia come il pubblico di Golem, selezionato per attitudine al veloce straniamento da ogni realistico buon senso e quindi capace di lanciarsi in ogni universo metaforico non poteva che seguirmi in un’ulteriore accelerazione sul tema.


[1] http://www.ccer.ggl.ruu.nl/ccer/trumpet.html

[2] Formato di file audio.

[3] Documento compresso tramite un apposito programma (winzip) che rende più veloce il suo scaricamento dalla rete.

[4] Tecnica di sabotaggio o disturbo informatico che consiste nel creare un automatismo che invii un numero elevatisimo di mail nella stessa casella con il fine di costringere il titolare ad impiegare ore e ore per svuotarla.

[5] Phililip K. Dick (1928-1982). Autore di romanzi di fantascienza entrato nel culto dopo la sua morte. A un suo racconto è ispirato il film Blade Runner di Ridley Scott.

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